Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Il Consorzio di Bonifica incontra il Prefetto Caterino

Nell’occasione sono state sinteticamente illustrate le problematiche dell’attività di Bonifica con particolare riguardo alle conseguenze dei mutamenti climatici

Giovedì i vertici del Consorzio di Bonifica della Romagna, e in particolare Il Presidente Roberto Brolli e il neo Direttore Generale Lucia Capodagli, hanno incontrato il Prefetto di Ravenna Enrico Caterino. Nell’occasione sono state sinteticamente illustrate le problematiche dell’attività di Bonifica con particolare riguardo alle conseguenze dei mutamenti climatici nell’ambito di un vasto territorio di competenza che abbraccia tre province: Rimini, Forlì-Cesena e Ravenna. Inoltre, durante l’incontro, sono state illustrate competenze, funzioni e attività del Consorzio in materia di rischio idrogeologico.

L’attività di bonifica si avvale dei finanziamenti pubblici per la realizzazione di nuovi investimenti per il territorio ed i cittadini e per la manutenzione straordinaria delle opere esistenti, mentre la manutenzione ordinaria, l’attività di vigilanza e il monitoraggio sono sostenuti dalla contribuenza consortile.

L'’attività di bonifica può avvenire solo in un contesto sinergico tra pubblico e privato che è, da sempre, presente nella bonifica - ha commentato Brolli - L’incontro con il Prefetto Caterino è una ulteriore conferma dell’unità di intenti per il territorio. Una sinergia importantissima ed imprescindibile tra enti ed istituzioni".

Il Prefetto è stato messo al corrente delle attività di gestione e dei principali interventi di potenziamento delle opere di bonifica e irrigue. In pianura il Consorzio della Romagna assicura annualmente la raccolta e il deflusso di oltre 900 milioni di metri cubi di acque di pioggia con una fitta rete di canali e di impianti idrovori di sollevamento; inoltre, gestisce le opere di distribuzione delle acque del Canale Emiliano Romagnolo erogando annualmente decine di milioni di metri cubi d’acqua per scopi prevalentemente irrigui e ambientali. Nei territori montani in particolare sono stati sottolineati gli interventi volti a contenere il dissesto idrogeologico: migliaia di opere di regimazione idraulica e la manutenzione di centinaia di chilometri di strade interpoderali.

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