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Il Covid fa slittare le mostre: avanzo da quasi 300mila euro nel bilancio del Mar

L’assessora ha evidenziato come il bilancio sia stato segnato dagli esiti indotti dalla pandemia sui luoghi di cultura, che sono stati chiusi per circa 6 mesi

Nella seduta di martedì il consiglio comunale ha approvato le seguenti delibere, e la loro immediata eseguibilità: “Approvazione riaccertamento residui attivi e passivi - 1^ variazione al bilancio di previsione 2021-2023 per reimputazione residui passivi - Determinazione fondo pluriennale vincolato dell'istituzione Museo d'arte della città”, “Approvazione rendiconto della gestione esercizio 2020 dell'istituzione Museo d'arte della città”, “Approvazione seconda variazione al bilancio di previsione 2021-2023 e al piano esecutivo di gestione 2021 dell'istituzione Museo d'arte della città”.

La prima delibera è stata approvata con la seguente votazione: 18 voti favorevoli (Pd, Italia Viva, Pri, Ama Ravenna, Art.1-Mdp), 9 contrari (Gruppo Alberghini, Forza Italia, Lista per Ravenna, Lega Nord, CambieRà, La Pigna), 3 astenuti (Gruppo Misto, Ravenna in Comune). La seconda delibera è stata approvata con la seguente votazione: 17 favorevoli (Pd, Italia Viva, Pri, Ama Ravenna, Art.1-Mdp), 8 contrari (Gruppo Alberghini, Lista per Ravenna, Lega Nord, CambieRà, La Pigna), 3 astenuti (Gruppo Misto, Ravenna in Comune). La terza delibera è stata approvata con la seguente votazione: 17 favorevoli (Pd, Italia Viva, Pri, Ama Ravenna, Art.1-Mdp), 8 contrari (Gruppo Alberghini, Forza Italia, Lista per Ravenna, Lega Nord, La Pigna), 3 astenuti (Gruppo Misto, Ravenna in Comune).

Nel presentare i documenti, l’assessora alla Cultura Elsa Signorino ha spiegato che relativamente al rendiconto di gestione per il 2020 l’ammontare complessivo del bilancio del Mar è pari a 1 milione e 446mila euro, di cui 898 mila previsti nel bilancio comunale a copertura delle spese del personale comunale e delle spese di gestione del museo e 548 mila euro a bilancio dell’istituzione per le attività. Di questi ultimi, le entrate più significative sono relative a: 500mila da risorse trasferite dal Comune, 66mila come proventi della biglietteria e bookshop, 122mila euro come contributi e sponsorizzazioni. L’assessora ha evidenziato come il bilancio sia stato segnato dagli esiti indotti dalla pandemia sui luoghi di cultura, che sono stati chiusi per circa 6 mesi. In questo periodo l’attività non si è però fermata ed essi sono diventati luoghi di progettazione e di sperimentazione di nuove modalità di fruizione. Tra le molte attività del museo sono stati ricordati i virtual tour e l’intenso lavoro dedicato alla programmazione e riprogrammazione delle mostre dantesche. In ragione di quel lavoro il mese di maggio sarà caratterizzato da una forte riapertura nel segno della cultura, con il ritorno della mostra di Paolo Roversi, prorogata fino al 6 giugno, l’inaugurazione della mostra nella chiesa di San Romualdo “Dante, gli occhi e la mente. Le arti al tempo dell’esilio” e l’apertura del nuovo ingresso del Mar nel lato giardini pubblici, con l’esposizione di una serie di opere in parte riscoperte dai depositi del museo e in parte frutto di nuove acquisizioni.

Per la mancata realizzazione di mostre a causa della pandemia, il bilancio chiude con un avanzo di 289mila euro, risorse che derivano da minori spese e che ora verranno impiegate per gli eventi slittati in avanti. La variazione del bilancio 2021 infine si è resa necessaria a seguito dell’assegnazione di maggiori entrate per 143mila euro, di cui 100mila quali contributo straordinario dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna per le mostre dantesche e 43 mila per ristorni statali assegnati a compensare le minori entrate derivanti dalla chiusura del museo nel 2020.

Il gruppo Pd ha sottolineato che in questo difficile momento storico segnato dalla pandemia è importante poter fruire dell’arte anche in modi nuovi, come è stato con i virtual tour. Il gruppo La Pigna ha spiegato che non ci sono stati cambiamenti dal punto di vista organizzativo e che la forma giuridica dell’istituzione comporta passaggi di costi che si potrebbero evitare. Il gruppo Lista per Ravenna ha ribadito che non è stato realizzato un riordino delle strutture culturali da riorganizzare, tra le quali il Mar.

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