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"Il mare che unisce": l'integrazione passa attraverso la disabilità con 'Marinando'

Nel progetto, che si è svolto tra maggio e novembre, sono stati coinvolti sei ragazzi provenienti dall'Albania e dall'Africa, che sono stati impegnati a Marina di Ravenna nelle attività previste

Si è concluso con successo e una piccola cerimonia di consegna degli attestati di partecipazione Marinando, ovvero "Il mare che unisce", un progetto per i minori stranieri non accompagnati ospiti delle comunità ravennati. Si è trattato dello svolgimento di un percorso di integrazione, attraverso attività con protagonista il mare, che si è strutturato grazie ad un apposito accordo di collaborazione tra l’associazione Marinando, l’assessorato alle Politiche giovanili e Immigrazione del Comune e le comunità ospitanti.

Nel progetto, che si è svolto tra maggio e novembre, sono stati coinvolti sei ragazzi provenienti dall'Albania e dall'Africa e in carico al Villaggio del Fanciullo, il Centro la Fenice del Cerchio e dal centro Minorisprar che, con cadenza di due o tre volte alla settimana, per 4 ore, sono stati impegnati a Marina di Ravenna nelle attività previste. Cinque ragazzi si sono impegnati nell'apprendimento delle attività marinaresche: dai nodi alle manutenzioni delle barche, armo e disarmo delle barche a vela, la conduzione in autonomia di una barca a vela, la gestione degli imbarchi e sbarchi delle persone disabili. I giovani “marinai”, alla fine del percorso, si sono dimostrati in grado di navigare in autonomia con le persone disabili aiutandole ad eseguire le manovre di bordo. Ad ottobre si è svolta una regata dove i ragazzi delle comunità insieme ai disabili hanno gareggiato e si sono dati battaglia per avere la meglio, mettendo in atto tutte le competenze acquisite nei mesi di formazione. Il progetto ha avuto un progressivo coinvolgimento dei ragazzi, che, all’ inizio un po’ spaesati e con difficoltà di comunicazione linguistica, hanno infine raggiunto un buon livello di comunicazione in italiano, di relazione e di acquisizione ed elaborazione delle esperienze vissute.

“Sono molto soddisfatta degli esiti del progetto – sostiene l’assessora alle Politiche giovanili e immigrazione Valentina Morigi – perché attraverso un percorso educativo e professionale costante, ha offerto ai ragazzi momenti di integrazione sociale e culturale trasversale, che all’interno di una singola comunità avrebbero ottenuto con più fatica; un’iniziativa utile e in grado di perseguire quelle logiche di conoscenza e interrelazione che sono l’espressione di una società civile ed evoluta”. “Credo che Marinando – afferma Sante Ghirardi, uno degli organizzatori - che realizziamo ormai da quattro anni con l’aiuto del Comune e la collaborazione delle comunità di accoglienza, sia per questi ragazzi una grande opportunità di crescita e di integrazione nel nostro territorio con notevoli vantaggi non solo per loro ma per tutti i cittadini di Ravenna”.

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