Il mondo dello spettacolo contro il decreto del Governo: "Una misura che produrrà effetti economici disastrosi"

Il settore della cultura e dello spettacolo protesta contro la chiusura: "Gli ultimi studi dimostrano che i teatri, i concerti, i cinema, sono tra i luoghi più sicuri del Paese"

L'ultimo decreto emanato dal Consiglio dei Ministri ferma di nuovo le attività del mondo dello spettacolo e non tarda a farsi sentire la voce degli artisti e delle realtà conesse al settore dell'intrattenimento. Ancora una volta è Giordano Sangiorgi del Mei di Faenza a farsi portavoce, insieme a un gran numero di associazioni e federazioni, della crisi dell'intero comparto già duramente colpito dall'emergenza Coronavirus.

"Egregio Presidente, Egregi Ministri, la decisione presa oggi (25 ottobre) nel DPCM che determina la sospensione degli spettacoli in teatri, cinema e sale da concerto, nonché la fortissima limitazione dei circoli culturali, colpisce il comparto italiano che più di ogni altro ha adottato correttamente e rispettosamente le misure prescritte dai protocolli sanitari. Gli ultimi studi dimostrano che i teatri, i concerti, i cinema, sono tra i luoghi più sicuri del Paese, ed in virtù di questo, ci sfugge la ratio con la quale si sospendono tali attività al contrario di altre che per propria natura non possono garantire i livelli di sicurezza raggiunti nei nostri luoghi.

Questa misura assunta nei confronti della Cultura e Spettacolo dal Vivo produrrà effetti economici disastrosi per un settore già fortemente provato, e soprattutto provocherà un effetto sociale devastante privando i cittadini di uno strumento di condivisione e riavvicinamento umano, seppur nel rispetto del distanziamento fisico. Alla luce di tutto questo e per evitare la chiusura definitiva di migliaia di imprese e realtà culturali, chiediamo un immediato ristoro diretto e a fondo perduto per gli organismi di tutta la filiera culturale ed un sostegno ai lavoratori dell’intero comparto: artisti e imprese del settore musicale, teatrale e coreutico, operatori e tecnici dello spettacolo, associazioni, centri e circoli culturali, bande, cori e scuole d’arte".

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