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Lo storico negozio artigianale chiude dopo 40 anni: "Il Covid ha pesato, ma ormai questo è un paese morto"

La negoziante però non ha dubbi: "Rifarei tutto: sono stata molto felice nel mio negozio, spesso è stato un rifugio per me e al suo interno ho incontrato persone splendide"

Un altro pezzo di storia della città che se ne va. Chiuderà a fine gennaio, dopo ben 40 anni di attività, lo storico negozio 'Il mondo in casa' di Castel Bolognese. A maggio l'attività, aperta e sempre gestita da Giuseppina Dalpozzo sotto i portici della via Emilia interna, avrebbe tagliato il traguardo dei 40 anni di vita. Nel negozio per anni sono stati messi in vendita oggetti artigianali unici, cesteria proveniente da tutto il mondo, cuscini, dipinti, abbigliamento etnico, pietre dure, argenti, mobili di vario tipo e cornici. 

"Questo ormai è un paese morto - commenta affranta la titolare - Sotto ai portici una volta c'erano tantissimi negozi, ora ormai non c'è più nessuno. In più io non sono certo giovane, ho anche dei problemi di salute. E il Covid poi ha dato il colpo di grazia: avevo trovato persone che volevano subentrare in negozio, ma alla fine la pandemia li ha fatti desistere. E' un dispiacere enorme chiudere il mio negozio: l'ho amato molto e quando l'ho aperto 40 anni fa è stata la coronazione di un sogno. Volevo avere un'attività mia che mi facesse felice tutte le mattine. In negozio vendevo oggetti provenienti da tutto il mondo: a me è sempre piaciuto viaggiare, e una volta veniva prodotto tanto artigianato bellissimo, tutti pezzi unici. Ora si sono tutti industrializzati, si produce a basso costo ma sono cose che si rompono subito".

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La pandemia non ha certamente aiutato l'attività: "Per tre mesi ho tenuto chiuso, quindi ho avuto un calo di fatturato importante - spiega la negoziante - Il danno c'è stato: ho diversi clienti da fuori che non possono venire in negozio per via del blocco degli spostamenti. Ma al di là di questo credo che il mondo sia peggiorato in tutti i sensi... Forse io sono troppo primitiva, ma non mi ci riconosco proprio più. Quando ho aperto 40 anni fa la gente ci teneva ad avere il negozio sotto ai portici, perchè era come un centro commerciale all'aperto. Poi molti si sono spostati nella zona del 'borgo', il lato fuori dal paese verso Imola. Ecco, io se fossi stata un politico questa scelta l'avrei ostacolata, invece non so perchè ma è stata favorita. E ora i portici, che sarebbero bellissimi se ben tenuti, sono abbandonati. Mi rattrista molto".

Giuseppina non è molto fiduciosa di vedere 'risorgere' il suo negozio: "Magari lo apisse qualcuno! Ma la gente non se la sente... Si potrebbe aprire qualcosa collegandosi a un'associazione culturale o di volontariato, tenere esposte alcune cose che ho in negozio, che raccontano un determinato mondo. Ma la gente è poco interessata. Io invece rifarei tutto: sono stata molto felice nel mio negozio, spesso è stato un rifugio per me e al suo interno ho incontrato persone splendide".

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