Cronaca

Il nuovo Esp? "Negozi che chiudono e opere compensative mancanti"

Ancisi contesta, tramite un'interrogazione al sindaco, la mancata esecuzione di alcuni lavori compensativi previsti nel Piano Urbanistico Attuativo (Pua) relativi all'espansione del centro commerciale

A inizio giugno il centro commerciale Esp ha raddoppiato le sue dimensioni, con l'apertura di 43 nuovi negozi e 8 nuovi punti ristorazione, raggiungendo la cifra record di 100 attività commerciali. "Quando Lista per Ravenna, pur apprezzando l'aumento dell'occupazione e dell'offerta commerciale che avrebbe indotto, sollevò battaglia contro la manovra urbanistica che gli avrebbe dato il via - spiega il capogruppo Alvaro Ancisi - invitò a non trascurare quanti posti di lavoro e quale varietà e qualità di opzioni commerciali si sarebbero venute a perdere negli altri esercizi costretti a chiudere o a sopravvivere faticosamente perché schiacciati, tanto più in tempi di crisi perdurante, da una concorrenza insostenibile. I registri della Camera di Commercio segnalano ora che, nel primo semestre del 2017, la provincia di Ravenna ha 281 imprese commerciali in meno rispetto allo stesso periodo del 2016. Sta di fatto che, allo stato attuale, le nuove folle di potenziali clienti attratte dal grande Esp devono "sbattersi" sulla Classicana, con la sua nuova inaudita rotonda, oppure sulla mulattiera dell’argine sinistro del Montone. Si è avuta una vasta cementificazione di terreni agricoli che componevano un pregevole paesaggio rurale, su un territorio fragile, posto a lato del fiume Montone e a breve distanza dal Ronco, di cui non dovrebbero essere sottovalutati i problemi di permeabilità e di sicurezza idraulica. E resta che Borgo Montone, paese cresciuto ai piedi dell’Esp, ma anche San Marco e dintorni, subiranno l’impatto di nuove ondate di traffico senza che siano stati effettuati i lavori compensativi previsti nel Piano Urbanistico Attuativo (Pua) di questo comparto".

>>>Nuovo Esp, il sindaco de Pascale: "Centri storici e commerciali possono lavorare insieme, dobbiamo reagire al mondo che evolve"<<<

I "lavori mancanti"

Ancisi contesta, tramite un'interrogazione al sindaco, la mancata esecuzione di alcuni lavori. "In primis il collegamento stradale diretto tra San Marco e il nuovo ingresso all’Esp. È l’opera più importante, essendo la parte mancante di una specie di “semi-circonvallazione” del centro commerciale e di Borgo Montone, finora realizzata solo dalla parte della Classicana. Sgraverebbe il traffico tra San Marco e Borgo Montone sulla via Fiume Abbandonato, da sempre molto problematico in entrambe le direzioni. Contesto all’amministrazione comunale di non averla inserita nella convenzione del primo stralcio attuativo del comparto. Di conseguenza, essendo scaduto il Piano Operativo Comunale 2010-2015, da cui è derivato il Pua in questione, non si sa più se il collegamento sarà fatto, con quali tempi e a quale prezzo urbanistico per la comunità ravennate. Secondo: il collegamento ciclo-pedonale tra l’Esp e Borgo Montone sulla via Fiume Abbandonato (vicino alla scuola). Il pretesto per la mancata realizzazione dell’opera è il ricorso al Tar della proprietà dell’area interessata. Sta di fatto che la proprietà dell’Esp non ha ancora predisposto il progetto, necessario per attivare la procedura di esproprio. L’amministrazione comunale, colpevole di non aver inserito la pista ciclo-pedonale tra le opere da compiere prima dell’apertura del nuovo Esp, si è finora limitata a qualche sollecito. In ultimo: l'allargamento della rotonda dell’Esp con una corsia preferenziale verso Borgo Montone. Il Comune ha ritenuto non più necessaria quest’opera, senza che, successivamente all’approvazione del Pua e alla sottoscrizione della relativa convenzione, sia intervenuta, a sua giustificazione, alcuna modifica dello stato preesistente. In cambio, coi fondi a essa destinati, la proprietà dell’Esp eseguirebbe opere di protezione acustica e barriere stradali di sicurezza delle aree e della viabilità di raccordo tra la rotonda Esp stessa e la Classicana, nonché una ripavimentazione della via Einstein su cui passano i veicoli per il carico e scarico merci. Opere sicuramente indispensabili, ma che il Comune avrebbe dovuto inserire tra le condizioni imposte per l’ampliamento dell’Esp. Contesto la legittimità di questa specie di suk urbanistico, convinto che le disposizioni dettate dagli strumenti urbanistici vigenti non possano essere cancellate con un permesso di costruzione. Resta comunque sbagliato che il Comune abbia reso possibile l’apertura del grande Esp senza che le opere a difesa del territorio colpito da questa controversa e stravolgente scelta urbanistica fossero preventivamente realizzate. Sulle azioni eventualmente volte a recuperare sollecitamente queste opere interrogo il sindaco".

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