Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca

Il progetto solidale per la lotta all’ictus cerebrale continua nonostante l'emergenza

L'associazione lancia la raccolta fondi per potenziare il progetto di vicinanza alle persone fragili

Prende il via “Non far cadere la linea”, il progetto ideato da Alice Emilia Romagna Odv (Associazione per la Lotta all’ictus cerebrale) che ha come obiettivo principale quello di continuare ad aiutare, anche a distanza, i pazienti e le famiglie la cui vita è stata sconvolta dall’ictus cerebrale, fornendo informazioni e una prima assistenza. Da giovedì 1 aprile, infatti, è attivo il numero 340 2277001: un operatore è disponibile dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19 per rispondere rapidamente alle diverse richieste.

Sulla piattaforma ideaginger.it alla voce “Il telefono di Alice”. Non fare cadere la linea!” è possibile continuare a contribuire alla raccolta fondi che consentirà di potenziare il progetto di vicinanza alle persone fragili: "il nostro obiettivo - dichiara l'associazione - è quello di realizzare video di stimolazione cognitiva, fisica e logopedica, oltre che organizzare webinar con professionisti della salute per entrare in contatto visivo con i nostri utenti e aiutare quelli che hanno difficoltà con l’utilizzo delle tecnologie informatiche".

"Il Covid-19 ci ha costretto a sospendere tutte le attività in presenza nelle singole sedi e a ripensare alle modalità con le quali forniamo aiuto alle famiglie colpite da ictus – dichiara Daniela Toschi, Presidente di Alice Emilia Romagna. Questo è il motivo per cui è nata la campagna di raccolta fondi Il telefono di Alice. Non fare cadere la linea! Questo è un importante traguardo che consente alla nostra Associazione di continuare a garantire un aiuto anche in questo difficile periodo di emergenza sanitaria".

L’ictus cerebrale colpisce ogni anno più di 9.000 persone in Emilia Romagna e rappresenta la terza causa di morte e la principale causa di disabilità nell’età adulta. Molte delle persone colpite da questa patologia, al momento delle dimissioni dall’ospedale, al di là dei postumi più o meno gravi, hanno bisogno principalmente di contatti, relazioni, informazioni e assistenza. 

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