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Il re delle commedie dialettali a Salotto Blu: "Il dialetto romagnolo è un patrimonio, non disperdiamolo"

"Chi è cresciuto "pensando" in dialetto è naturalmente disposto al dialogo, all'incontro. Dobbiamo sperare che non venga disperso un tale patrimonio culturale"

Romano Comandini è cresciuto in una famiglia della collina cesenate, ma da molti anni risiede a Ravenna. È considerato il più prolifico tra gli autori teatrali in dialetto romagnolo attualmente operativi. Molte le sue commedie  rappresentate con regolarità. Ospite della trasmissione condotta da Mario Russomanno su Videoregione che andrà in onda venerdì alle 22.30, Comandini ha spiegato che le commedie dialettali sono apprezzate dal pubblico sia per la genuinità dei personaggi, sia per il piacere di riscoprire la lingua dei padri e dei nonni.

"In realtà non esiste una sola lingua romagnola - spiega - il dialetto riminese è diverso da quello ravennate. Ma in comune hanno la sintesi, la ricchezza di termini e immagini. Chi è cresciuto "pensando" in dialetto è naturalmente disposto al dialogo, all'incontro. Dobbiamo sperare che non venga disperso un tale patrimonio culturale".

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