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Il sindaco dice no a una nuova Ravegnana: "Verrà riqualificata in sede"

Nessun nuovo tracciato della Ravegnana nel Piano regionale dei trasporti (Prit). Ma una riqualificazione in sede, con varianti puntuali. Almeno per ora

Nessun nuovo tracciato della Ravegnana nel Piano regionale dei trasporti (Prit). Ma una riqualificazione in sede, con varianti puntuali. Almeno per ora. E almeno per il sindaco di Ravenna Michele De Pascale. Infatti per la capogruppo della Lega a Palazzo Merlato Samantha Gardin già c'è la previsione di una "variante fuori sede" che "può essere anche una tangenziale nuova e gli accordi sono stati presi così".

L'emendamento Lega-Partito democratico, approvato in commissione in Regione, fa discutere il Consiglio comunale di Ravenna. Il primo cittadino, dopo l'incontro di martedì a Viale Aldo Moro assieme al collega di Forlì Gianluca Zattini e Anas, precisa all'assise "quali sono gli atti: al momento l'unico è la votazione in commissione Territorio della Regione di un emendamento al Prit", per la riqualificazione nella sede attuale della Ravegnana. Dunque "non una nuova strada che collega Forlì alla E55", anche se ciò, aggiunge, "non significa che sia la soluzione giusta, ma è quella votata", che "per me ha una reale e concreta prospettiva di essere realizzata e rende merito a chi ha posto il tema", dato che la Ravegnana "nel Prit non c'era".

Ci sono però, prosegue, "diverse questioni". In primo luogo "cosa significa riqualificazione in sede": Ravenna e Forlì hanno chiesto ad Anas "in qualche mese, per ottobre e l'approvazione del Prit, di dare un'idea di massima. E una stima dei costi sia dell'eventuale connessione con la Standiana sia del progetto della variante dall'altro lato del Ronco", con eventuali impatti e flussi traffico. Una stima del Comune di Forlì per la Standiana prevede 150-200 milioni di euro. Che per Anas sono "sottostimati". E "richiedere nel Prit un intervento da oltre 200 milioni o si ha una sponda nel ministero dei Trasporti, o si prende in giro". L'invito che fa il sindaco è a "uscire dalla speculazione politica". Si valuteranno le diverse ipotesi e poi si deciderà, ma per una spesa da 200 milioni di euro "serve l'mpegno del governo". Di certo, conclude, la serie di interventi già programmati, il nuovo lotto della tangenziale di Forlì e la variante di Mezzano, "non possono essere ritardati, devono andare avanti". (fonte Dire)

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