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Sabato, 22 Giugno 2024
Cronaca

"Il trasferimento è illegittimo": il giudice dà ragione alla dipendente delle Poste

Saverio Monno (Slc Cgil): "É una sentenza che rende giustizia alla lavoratrice, imponendo la sua riassegnazione all’ufficio di Ravenna. É una sentenza che censura l'illiceità di una prassi aziendale già sanzionata da precedenti ordinanze"

Il tribunale di Bologna ha dato ragione alla Slc Cgil di Ravenna, accogliendo il ricorso di una portalettere di Poste Italiane che, dichiarata permanentemente inidonea al servizio, era stata trasferita al “nodo di rete” del capoluogo regionale, a circa 80 chilometri da casa. Come rifersce il sindacato, l'azienda è stata condannata anche al pagamento delle spese di giudizio.

“Siamo molto soddisfatti – commenta Saverio Monno, segretario generale della Slc Cgil di Ravenna – . É una sentenza che rende giustizia alla lavoratrice, imponendo la riassegnazione della stessa all’ufficio di Ravenna. É una sentenza che censura l'illiceità di una prassi aziendale già sanzionata da precedenti ordinanze e irrobustisce le ragioni dello sciopero delle prestazioni straordinarie, proclamato in tutto il territorio regionale da Slc Cgil e Uilposte dallo scorso 7 febbraio e sino al prossimo 1 marzo”.

Monno si sofferma sul caso: “Mentre si rappresentava alla lavoratrice, già trasferita a Bologna, che non c'era altra soluzione, perché ‘a Ravenna non c'è posto’, nella provincia romagnola si registrava ben altra realtà: a fronte, infatti, di una originaria applicazione nei 5 Centri di distribuzione del territorio provinciale di Ravenna di 46 addetti alle lavorazioni interne, da dicembre 2020 si sono registrati circa una decina di pensionamenti (di cui 4 proprio nel centro di distribuzione di Ravenna). A queste cessazioni - aggiunge il sindacalista - si sono aggiunte ulteriori 14 uscite, sempre per pensionamento, sempre senza turn over. Un quadro disastroso. In tanti avrebbero salutato l'inserimento della collega con entusiasmo. Invece per la gestione delle quotidiane criticità organizzative si è preferito impiegare, persone adibite ad altre mansioni e si è fatto ricorso allo straordinario. Una fotografia che non poteva non suggerire al giudice di sanzionare la condotta aziendale”.

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