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"Impedito a una persona con difficoltà motorie di salire sul bus": la denuncia della Pigna

Verlicchi: "Episodi come questo, oltre a configurare una palese violazione della legge, si possano considerare veri e propri atti di discriminazione"

I regolamenti europei e la legge 104/1992 sanciscono il diritto al godimento dei trasporti pubblici (e privati) per le persone diversamente abili o con ridotta mobilità nelle stesse condizioni di sicurezza e comodità cui è soggetto qualsiasi altro passeggero. "Da una segnalazione pervenutaci, risulta che la mattina di lunedì alla fermata antistante lo stabilimento balneare Calypso di Lido Adriano un autista di un mezzo bus di Start Romagna si sia rifiutato di azionare l’elevatore impedendo, di fatto, a un’utente con notevoli difficoltà motorie di salire a bordo - spiega la capogruppo della Pigna Veronica Verlicchi, nel presentare in merito un question time - A quanto risulta, l’utente è stata altre volte oggetto di tale rifiuto da parte di alcuni autisti di Start Romagna, episodi che la stessa ha puntualmente riferito alla società. Episodi come questo, oltre a configurare una palese violazione della legge, si possano considerare veri e propri atti di discriminazione, nonché umiliazione delle persone diversamente abili. E' un obbligo per il nostro Comune assicurarsi che tali fatti non abbiano più a ripetersi".

Per questo la consigliera interroga il sindaco e la giunta comunale per sapere "quali azioni intende mettere in atto Start Romagna affinché questi episodi non abbiano più a ripetersi e quali provvedimenti saranno adottati nei confronti di quei conducenti che si sono resi responsabili di tale comportamento".

"Il problema non riguarda la salita sul mezzo, poiché grazie al costante intervento dei responsabili l'autista viene obbligato a farmi salire, ma riguarda l'atteggiamento nei miei confronti, di arroganza e violenza tale per cui tutte le volte che capita mi devo sentire umiliata e con gli occhi delle persone addosso - spiega la vittima - I passeggeri hanno sempre mostrato solidarietà, e gli autisti in questione sono pochi, ma sufficienti per rendermi difficile la scelta se usare o no i mezzi pubblici. Il problema riguarda una questione sindacale aziendale sulla tipologia delle fermate a norma oppure no e l'intervento del comune per renderli accessibili o dichiararle tali. Ad ora, però, io risulto essere discriminata".

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