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Manuel all'opera nel suo locale

Manuel all'opera nel suo locale

Il titolare del pub sale sul tetto per protesta: "Rischio di chiudere, in Italia valgo meno di zero"

Il giovane ravennate sommerso dalle spese rischia di perdere il proprio pub e la propria casa: "Mi stanno portando via tutto ingiustamente per colpa di normative non ben gestite"

"Da tre anni ho investito tutto quello che avevo nella mia attività, e oggi ho scoperto che in Italia valgo meno di zero". E' arrabbiato Manuel Billi, 31enne propretario dell'Heaven Pub di via Argirocastro a Ravenna, autore di lunghi sfoghi sui social in cui spiega la sua frustrazione nei confronti dei provvedimenti che il Governo italiano ha adottato per contrastare la crisi economica connessa all'epidemia di Coronavirus. Ciò che ha fatto definitivamente scatenare l'ira del giovane imprenditore ravennate è stato il decreto emanato dal Governo Conte il 27 aprile, che ha prolungato la chiusura di molte attività fino all'inizio di giugno.

"Sono state fatte tante promesse, ma finora sono arrivati solo 600 euro", commenta il giovane, che per protestare ha lanciato l'idea di un flash-mob. Una manifestazione che avverrà, assicura, nel rispetto delle norme anti-contagio nel pomeriggio del 4 maggio: "Invito tutti gli esercenti a fare come me: mettiamoci davanti al nostro locale con degli striscioni, con la musica ad alto volume per farci sentire - chiarisce il titolare del pub che per l'iniziativa utilizza l'hashtag #ParolaAlPopolo - Invece di stare in silenzio, invito tutti a dire la propria davanti al proprio negozio lanciando un chiaro messaggio al Governo".

Billi spiega il motivo di questa sua iniziativa: "Stanno calpestando gran parte dei nostri diritti, sia come cittadini che come imprenditori. In questa situazione io sto perdendo il lavoro, sto perdendo la casa, potrebbero pignorarmi tutto per i finanziamenti che non riesco a pagare. Mi stanno portando via tutto ingiustamente, per colpa di normative non ben gestite. E' vero che con i 600 euro sto andando avanti, ma nel frattempo non sto pagando l'affitto, non sto pagando le bollette". Una situazione davvero drammatica per l'imprenditore che, tre anni fa, aveva chiesto un finanziamento proprio per avviare la sua attività: un pub "all'americana" che fosse un punto di ritrovo per tutta la città. "Avevo due dipendenti, pago quasi duemila euro di affitto, senza contare le altre spese. Quello che molti si dimenticano è che noi imprenditori siamo prima di tutto comuni cittadini: ho il mio affitto e le mie spese personali".

Quello che fa infuriare più di tutto il titolare dell'Heaven Pub sono le promesse non mantenute: "Avevano promesso di bloccare i finanziamenti, e invece sono stato messo con le spalle al muro. Avevo anche l'attività in attivo, ma adesso rischio che mi portino via tutto. Sono state promesse tante cose ma non è arrivato nulla". In questi due mesi di inattività Billi stima di aver perso oltre 20mila  euro d'incasso e oltre l'orizzonte non vede buone prospettive. "Nei prossimi mesi per i pub di Ravenna fuori dal centro storico, come il mio, si va verso la bassa stagione. Per me vorrà dire riaprire con le ginocchia nella fossa. C'è letteralmente il rischio che possa chiudere la mia attività. Capisco la chiusura di un mese o più per un discorso di prevenzione o salvaguardia, ma se viene consentito di riprendere a fare jogging, di andare nei parchi, di mettersi in fila per la spesa, perché non viene data a tutti la possibilità di lavorare? Abbiamo fatto lo sbaglio di chiudere a rate e ora stiamo commettendo l'errore di aprire a rate".

Una ripresa davvero difficile in questo momento per l'imprenditore che, dopo aver ragionato sull'opportunità di un servizio a domicilio, ha messo da parte l'idea. "Ora ho i frigoriferi vuoti, perché ho letteralmente mangiato tutto il cibo che avevo. Nel locale ora ho tutto spento. Non ho portato avanti i contratti del personale perché non so se potrò andare avanti. Considerando anche i costi del carburante ho concluso che al momento attuale non ne varrebbe la pena. Dubito che ci sia abbastanza richiesta da parte del mercato, sopratutto perché parliamo di un servizio nuovo. Andrei sicuramente in rimessa". E intanto sopravvivere diventa ogni giorno più arduo: "Ho riscoperto una parte di me che avevo dimenticato, quando ero più giovane e mettevo da parte due euro alla volta. Adesso sto vivendo con duecento euro, finchè non mi arriverà qualcos'altro".

Quindi, per protestare contro questa sua condizione, lunedì 4 maggio (giorno d'inizio della "Fase due"), il 31enne salirà sul tetto del suo pub alzando il volume dello stereo per richiamare l'attenzione dei cittadini. "Spero che le persone notino questo gesto e possano tutti rendersi conto che questa cosa non è umanamente possibile. Tempo fa chiedevo di fermare tutte le spese e darci un minimo per mangiare. A quel punto i 600 euro sarebbero anche bastati. Noi siamo quelli che hanno fatto muovere l'economia fino a ieri, ora è assurdo che ci facciano chiudere senza che ci diano un sostegno".

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