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Inaugurato a Russi il monumento dedicato a Lugi Carlo Farini

L'opera è frutto di un progetto di valorizzazione della figura dello statista russiano e al contempo di qualificazione dell'area esterna della biblioteca

È stato inaugurato sabato mattina nella Biblioteca Comunale di Russi il monumento dedicato a Lugi Carlo Farini, alla presenza del sindaco Sergio Retini e di Antonio Patuelli. L'opera è frutto di un progetto di valorizzazione della figura dello statista russiano e al contempo di qualificazione dell'area esterna della biblioteca, nuovo centro culturale cittadino. Nasce da un progetto di "attualizzazione" del frammento del monumento dedicato a Luigi Carlo Farini realizzato dallo scultore Enrico Pazzi nel 1878, collocato in quegli anni di fronte alla stazione ferroviaria di Ravenna. Del monumento, parzialmente distrutto dai bombardamenti del 1944 venne salvata la testa, esposta per anni al Museo Civico di Russi. 

Il progetto promosso dall'Amministrazione Comunale e sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e dall'Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia Romagna, ha visto dunque la parziale ricostruzione del busto originario mediante elementi in ferro che richiamano le caratteristiche scultoree e volumetriche originarie, realizzati come sostegno della testa. Tale elemento permette di acquisire visivamente la percezione dell'imponenza e della monumentalità della scultura originaria, nell'idea che i monumenti commemorativi celebrino la storia risorgimentale chiedendo oggi di poter continuare a "vivere" come memorie vive di un passato glorioso da non dimenticare.

Inaugurando il monumento a farini antonio patuelli ha rilevato che non si tratta solo di un omaggio morale allo scienziato ,patriota e statista russiano ,ma anche di un monito contro le distruzioni delle guerre e per la pace. "Infatti il monumento a Lugi Carlo Farini utilizza - ha aggiunto il presidente Patuelli - parti, soprattutto della testa, dell’originario monumento nazionale collocato a fine Ottocento davanti alla stazione di ravenna e bombardato e distrutto durante la seconda guerra mondiale".

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