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Giovedì, 29 Settembre 2022
Cronaca

Le lingue di fuoco, l'odore acre nell'aria e la paura di un disastro ambientale senza precedenti: 10 anni fa l'incendio che distrusse la pineta

Le fiamme divorarono circa 65 ettari di pineta, più della metà, con l'impetuoso vento che rese ancora più difficili le operazioni di spegnimento e una colonna di fumo nero che oscurò il cielo, rendendo quasi spettrale la costa ravennate

"Un disastro ambientale immenso e senza precedenti". Con queste parole il compianto ex sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci commentò il devastante incendio che esattamente 10 anni fa, il 19 luglio 2012, scoppiò nella pineta Ramazzotti tra Lido di Dante e Classe. Le lingue di fuoco divorarono circa 65 ettari di pineta, più della metà, con l'impetuoso vento che rese ancora più difficili le operazioni di spegnimento e una colonna di fumo nero che oscurò il cielo, rendendo quasi spettrale la costa ravennate.

Inferno di fuoco ai Lidi (foto di Massimo Argnani)

Un incendio inquadrato come doloso che causò la perdita di specie animali e vegetali che che creavano una biodiversità di eccellenza. Il terreno raggiunse temperature altissime, causando la morte anche di piccoli mammiferi e anfibi. In un paio d'ore l'area si trasformò in un deserto biologico, il tutto in un territorio già di per sé delicato, perché la pineta sorge su un terreno sabbioso. I tanti residenti e turisti presenti quel giorno in spiaggia, ma anche a chilometri di distanza, ricordano l'odore acre che avvolse l'aria fino a diversi chilometri di distanza anche negli altri lidi e l'angoscia del vedere tutta quella meravigliosa natura andata in fumo.

Quella del 19 luglio 2012 fu una giornata di disagi molto complessi: i villeggianti dei campeggi Ramazzotti e Classe corsero a spostare le loro auto, la linea ferroviaria venne interrotta, i Vigili del fuoco accorsero in massa da tutta la Romagna con autobotti da 25mila litri. Oltre al vento, le temperature alte e la siccità contribuirono all'estensione delle lingue di fuoco. Un danno ambientale di proporzioni devastanti che coinvolse uno dei luoghi più belli e di maggior pregio del nostro territorio, per il quale venne proclamato il lutto cittadino. "Una giornata del ricordo, perché non si ripeta, per la rinascita della pineta", disse Matteucci.

L'incendio venne considerato un evento senza precedenti; negli archivi storici in possesso del Corpo Forestale dello Stato che riguardano sia le pinete demaniali (di origine successiva alla legge voluta dal senatore ravennate Rava del 1905), sia le pinete comunali (San Vitale e Classe) e gli altri boschi privati, non risultano mai essersi verificati a memoria di annotazione e di uomo incendi che abbiano interessato una superficie superiore ai pochi ettari, eccezion fatta per quello che fino a quel momento costituiva l’evento più distruttivo, ovvero l’incendio del 2-3 settembre 2000 che interessò un’area di poco superiore ai 22 ettari (un terzo della superficie distrutta nel 2012) nella zona della pineta demaniale di Lido di Classe e della proprietà privata della Società Immobiliare.

Incendio in pineta, il day after (Rafotocronaca)

L'allora comandante provinciale della Guardia Forestale di Ravenna Gianpiero Andreatta spiegò che per riavere la pineta com'era prima di quel fatidico 19 luglio sarebbero serviti almeno 40-50 anni. Grazie a un Regolamento di fruizione approvato dal Reparto Carabinieri per la Biodiversità di Punta Marina, elaborato in accordo con il Parco del Delta ed il Comune di Ravenna, la pineta riaprì finalmente alla fruizione regolamentata ad agosto del 2019, quando i giovani pini raggiunsero i 4-5 metri d'altezza.

"Una brutta ferita per la pineta e una batosta per la nostra comunità, in particolare per gli abitanti e turisti di Lido di Dante - commenta l'assessore con delega ad aree naturali e parco del Delta del Po Giacomo Costantini - Da queste foto (pubblicate qui sotto, ndr), di qualche mese fa, è riconoscibile una parte più chiara: sono i giovani pini in ricrescita che stanno rimarginando anno dopo anno quella ferita. Quello che vediamo è stato possibile anche grazie ai Carabinieri Forestali, che se ne sono presi cura, e alla collaborazione con l'amministrazione comunale. In questi ultimi anni abbiamo fatto in modo che si tornasse a una fruizione rispettosa con visite guidate e regolamentazione di percorsi e periodi. Le zone naturali non devono essere chiuse sotto una campana di vetro. E' fondamentale coinvolgere le persone, affinché siano informate e si innamorino di questi luoghi. Allo stesso tempo servono regole, che ci ricordino quotidianamente quanto sono importanti e fragili".

La pineta oggi, 10 anni dopo: ancora incendi dolosi

A 10 anni di distanza da quel tragico episodio, non c'è ancora pace per la pineta Ramazzotti. Appena 5 giorni dopo il decimo anniversario della tragedia, infatti - e proprio nello stesso punto del rogo di 10 anni fa -, altri due incendi hanno distrutto circa un ettaro di pineta. Ma non è finita qui: due giorni dopo la zona è stata colpita da un ulteriore focolaio, e a fine settimana l'ennesimo rogo ha bruciato altro verde, sempre nello stesso tratto di pineta. A questo punto pare ormai assodato che gli incendi siano di origine dolosa, tanto che i Carabinieri forestali stanno indagando per cercare di fare luce su tutte queste combustioni, che potrebbero avere per mano un unico colpevole.

La pineta Ramazzotti dopo 10 anni (foto Massimo Argnani)

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