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Pineta distrutta: "Deserto biologico, nessuna forma di vita"

"Solo silenzio, tutto nero, cenere". Non è rimasto più nulla dei circa 40 ettari di pineta Ramazzotti andati in fumo tra giovedì e venerdì scorsi a Lido Adriano

“Solo silenzio, tutto nero, cenere”. Non è rimasto più nulla dei circa 40 ettari di pineta Ramazzotti andati in fumo tra giovedì e venerdì scorsi a Lido Adriano. “Solo chi va sul luogo può rendersi conto della distruzione – racconta a Ravennatoday il comandante provinciale della Guardia Forestale di Ravenna, Gianpiero Andreatta – senza troppa enfasi posso definire l'incendio del 19 luglio un vero e proprio disastro ambientale. Stiamo ancora rilevando tramite Gps l'estensione reale del danno”.



Fatto sta che il dato definitivo non dovrebbe discostarsi dalla stima fatta inizialmente di 40 ha distrutti completamente dalle fiamme: “Non ci sono più forme di vita, né animali né vegetali. - asserisce Andreatta - La vegetazione è andata distrutta dalla cima degli alberi al sottobosco, causando la perdita di specie animali e vegetali che che creavano una biodiversità di eccellenza. Il terreno ha raggiunto temperature altissime, causando la morte anche di piccoli mammiferi e anfibi. In un paio d'ore l'area si è trasformata in un deserto biologico, un territorio già di per sé delicato, perchè la pineta sorge su un terreno sabbioso”.

La pineta costiera del ravennate ha una superficie di 700 ettari, mentre quella Ramazzotti, tra Lido di Classe e Lido Di Dante, interessata dagli incendi, di 117 ha. In poche parole ne è andata in fumo quasi metà. E adesso, cosa succede? “La pineta è stata riaperta domenica mattina alle 8, perchè prima erano ancora necessari gli interventi dei Vigili del Fuoco, a causa di piccole riprese di fiamma – continua il comandante della Forestale – solo chi vede con i propri occhi si rende conto del disastro. Si sente ancora l'odore acre del fumo”. Andreatta stima i costi per “un'iniziale opera di ripristino ambientale in decine di migliaia di euro, ma per riavere la pineta come era prima di mezzogiorno del 19 luglio serviranno almeno 40-50 anni”.

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