Un morto e due feriti nell'incidente sulla piattaforma: proclamato uno sciopero di solidarietà

La rappresentanza sindacale unitaria Eni Dics di Marina di Ravenna e le segreterie territoriali di Ravenna intervengono sull'incidente sul lavoro avvenuto martedì alla piattaforma Eni a largo di Ancona

"Il gravissimo incidente ci lascia sgomenti e costernati e insieme a tutti i colleghi vogliamo esprimere la nostra vicinanza ai familiari delle persone coinvolte". A parlare sono la rappresentanza sindacale unitaria Eni Dics di Marina di Ravenna e le segreterie territoriali di Ravenna, che intervengono sull'incidente sul lavoro avvenuto martedì alla piattaforma Eni a largo di Ancona, in cui sono rimasti feriti due operai ravennati e ha perso la vita un terzo uomo

Crolla la gru sulla piattaforma, l'operaio sopravvissuto: "Il casco mi ha salvato la vita"

"L’incidente è scaturito dalla rottura della struttura portante del mezzo di sollevamento causando la caduta in mare di tutta la gru e, con essa, la cabina di comando in cui operava il collega. Indipendentemente dalla causa che ha provocato l’incidente, che sarà oggetto di accertamenti e analisi da parte degli organi competenti, la rsu e le segreterie territoriali di Ravenna non possono esimersi dal manifestare preoccupazione e denunciare comunque con forza quanto avvenuto, perché il lavoro deve dare speranza e futuro e non può essere causa di morte e disperazione. La rsu chiede di essere coinvolta nell’accertamento delle cause e nelle azioni da intraprendere per evitare il ripetersi di tali eventi. In questo momento particolare, riguardo la prospettiva del settore, è necessario ancora di più porre l’attenzione sulla sicurezza e continuare nello stesso tempo ad investire nelle attività".

Morto mentre lavora sulla piattaforma: "Non si può morire di lavoro, la sicurezza è un diritto"

Le organizzazioni sindacali hanno quindi indetto due ore di sciopero con il fermo degli impianti in segno di solidarietà per la morte del collega e il ferimento dei lavoratori del mezzo navale, da realizzarsi in concomitanza con un’assemblea generale le cui modalità saranno definite a breve.

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Lo sciopero dell'8 marzo

Nel frattempo anche il Cub (Confederazione unitaria di base) di Ravenna e i lavoratori Marcegaglia hanno manifestato la loro adesione allo sciopero di venerdì 8 marzo programmato dai sindacati di base e da diverse associazioni, con presidio e banchetto informativo in Piazza del Popolo a Ravenna dalle 9 alle 13. "Lo sciopero generale - spiega Giuseppe Limantri del Cub - è la risposta per dire no a precarietà, discriminazioni sul lavoro e violenza di genere, sì a autodeterminazione, parità salariale e riduzione orario di lavoro, no al ddl Pillon e agli attacchi alla legge 194, sì a buona legge su genitorialità condivisa e paternità obbligatoria, sì a reale applicazione della 194 e a veri centri antiviolenza, no a welfare aziendale e al taglio dei servizi sociali pubblici, sì a condivisione lavoro di cura e a servizi, sì ad accoglienza e tutela alle donne migranti vittime di violenza, più rispetto per la sicurezza e l'ambiente nei luoghi di lavoro com'è previsto dal testo unico articolo 81/2008 e basta infortuni in itinere e morti bianche nei luoghi di lavoro a causa dello stress correlato al lavoro e inegligenze da parte delle aziende".

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