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L'indagine sulla qualità della vita: Ravenna è ventiduesima e migliora di 17 posizioni

Secondo il Sole 24 Ore la città conferma buoni valori per cultura, ricchezza e consumi, ambiente e servizi. Male però l'indicatore di giustizia e sicurezza

Anche quest'anno arriva, nonostante contagi, decessi, crisi economiche, lockdown e quarantene, l'indagine del Sole 24 Ore che misura la qualità della vita nelle province italiane. La 31esima edizione del test che mette a sotto la lente d'ingrandimento il benessere nei territori stila la classifica delle città secondo sei indacatori è stata presentata lunedì 14 dicembre. Incoraggiante il risultato della provincia di Ravenna che torna a fare un balzo in alto dopo lo "scivolone" dello scorso anno. La classifica del Sole 24 Ore vede infatti Ravenna al 22° posto: un salto in avanti di 17 posizioni rispetto al 39° posto del 2019.

Dando uno sguardo ai singoli indicatori che compongono la classifica generale, Ravenna si piazza bene ottenendo la ventitreesima posizione in tre diversi campi: Ricchezza e consumi, Ambiente e servizi, Cultura e Tempo libero. Ravenna conquista anche il 28° posto nell'indicatore Demografia e società, mentre arretra al 47° per Affari e lavoro e precipita al 98° per Giustizia e sicurezza, ancora una volta il tallone d'achille della provincia.

La classifica generale premia Bologna, al primo posto, che guadagna ben 13 posizioni. Sul podio ci sono Bolzano (2ª) e Trento (3ª), habitué della top 5 della Qualità della vita. Bologna traina un po’ tutte le province dell’Emilia Romagna. Ben cinque su nove si incontrano tra le prime venti: oltre al capoluogo, Parma (8ª), Forlì Cesena (14ª), Modena (15ª) e Reggio Emilia (17ª).

L’Emilia-Romagna vanta numerosi primati: è prima in Italia per occupazione femminile (67%), per tasso di internazionalizzazione (oltre 11mila euro di export pro capite), per copertura a banda larga di piccoli comuni e scuole. Nella classifica delle regioni l’Emilia-Romagna occupa il quarto posto ma solo perché davanti ha i tre territori a statuto speciale del Nord, che godono di autonomia di strategie e spesa. E se non fosse per Rimini che – a causa del crollo del turismo e dell’alto tasso di criminalità – fa un tonfo dal 17° al 36° posto, tutte le altre province recuperano posizioni in graduatoria, con Ferrara, storicamente l’area più fragile e povera della regione, che recupera addirittura 30 gradini.

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