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Cronaca

Viadotto crollato sulla Palermo-Agrigento: quattro avvisi di garanzia

La realizzazione dell'opera era stata assegnata al consorzio di imprese "Bolognetta scpa" costituito da Cmc di Ravenna, Tecnis di Catania e Ccc di Bologna

Sono quattro gli avvisi di garanzia per il crollo del viadotto 'Scorciavacche' sulla statale Palermo-Agrigento, la cui realizzazione era stata assegnata al consorzio di imprese "Bolognetta scpa" costituito da Cmc di Ravenna, Tecnis di Catania e Ccc di Bologna. Tra i destinatari del provvedimento Pietro Ciucci, ex presidente dell'Anas, accusato di concorso in concussione. Indagati anche Alfredo Bajo, Stefano Liani e Michele Vigna, all'epoca dei fatti rispettivamente condirettore generale tecnico Anas, direttore centrale nuove costruzioni e vicedirettore Centro Sud Anas.

Devono difendersi dall'accusa di concorso in concussione per "aver imposto a Claudio Bucci, Salvatore Tonti e altri soggetti in servizio in Anas - si legge nel provvedimento - gerarchicamente subordinati e comunque sottoposti alla loro posizione di supremazia, nonché ad altri soggetti che operavano in seno al contraente generale 'Bolognetta' di procedere entro il termine del 23 dicembre 2014 all'apertura anticipata del tratto stradale interessato dai lavori di ammodernamento. Così ottenendo - dicono i magistrati - il raggiungimento di un risultato da sfruttare per mero tornaconto personale, abusando delle loro qualità e dei loro poteri".

I magistrati contestano anche il concorso in falso al direttore dei lavori, Fulvio Giovannini, al project manager Pierfrancesco Paglini, al responsabile del procedimento Claudio Bucci. Falso sarebbe stato il certificato di agibilità. Della vicenda si era occupata anche l'Autorità anticorruzione che aveva rilevato "criticità e anomalie sia nella fase di progettazione che nella realizzazione dell'opera". Secondo gli ispettori inviati in Sicilia dall'allora ministro Maurizio Lupi, inoltre, il terrapieno su cui è stata costruita la rampa è risultato "non idoneo all'utilizzo rispetto alle condizioni stratigrafiche, geotecniche e idrauliche del territorio". Pochi giorni dopo il crollo, lo stesso Ciucci aveva effettuato un sopralluogo e aveva garantito: "accerteremo le responsabilità perché sicuramente c'è stato un errore nella fase di realizzazione e in quella di progettazione".
 

Anticiparono l'apertura del viadotto Scorciavacche sulla Palermo-Agrigento, che poi cedette una settimana dopo l'inaugurazione. Per questo la Procura di Termini Imerese ha iscritto nel registro degli indagati il vertice dell'Anas in carica nel 2014, due dirigenti generali dell'azienda, il direttore dei lavori e altri tecnici e funzionari.

Il sostituto procuratore Giovanni Antoci ipotizza vari reati - dalla concussione al falso - nei confronti dell'ex presidente dell'Anas, Pietro Ciucci, dl condirettore generale Alfredo Bajo, e di due dirigenti dell'azienda: Stefano Liani, direttore del settore delle nuove costruzioni, e Michele Vignate, vice direttore centro-sud di Anas.

Secondo la Procura, la decisione di accelerare i tempi di apertura del viadotto sarebbe stata presa da Ciucci e dagli altri per "mero tornaconto personale". Ne sarebbe testimonianza anche un comunicato con il quale veniva rivendicato con soddisfazione il merito di avere anticipato l'inaugurazione di tre mesi rispetto al termine contrattuale, malgrado fossero stati già riscontrati problemi di stabilità nel tratto che il 30 dicembre 2014 ha ceduto. Nella prima fase dell'indagine la Procura aveva emesso sette mesi fa una trentina di avvisi di garanzia per attentato alla sicurezza dei trasporti. Oltre ai vertici dell'Anas (Ciucci e Bajo non sono più in carica), la magistratura ora procede per falso nei confronti del direttore dei lavori, Fulvio Giovannini, del project manager Pierfrancesco Paglini (legale rappresentante dell'impresa Bolognetta sca) e del responsabile del procedimento Claudio Bucci. Il magistrato ha accertato che il certificato di stabilità dell'opera risulta firmato da tecnici e funzionari che quel giorno non erano neppure presenti sul posto.

Da qui l'ipotesi di falso. Una commissione istituita dal ministro delle infrastrutture del tempo, Maurizio Lupi, ha accertato che il cedimento della rampa è stato causato da "carenze strutturali". Il rilevato infatti sarebbe risultato - secondo la Commissione - non idoneo all'utilizzo rispetto alle condizioni stratigrafiche, geotecniche e idrauliche del territorio su cui è stato realizzato". L'opera era stata assegnata al consorzio di imprese "Bolognetta scpa" costituito da Cmc di Ravenna, Tecnis di Catania e Ccc di Bologna. Gli interrogatori cominceranno il 16 dicembre. 

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