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'Inferno condominiale' nelle case popolari di via Gulli: "Si ponga fine agli abusi"

Il 29 gennaio 2018 Ancisi interrogò il sindaco su tre episodi avvenuti nell’alloggio Sprar di via Gulli 139

A fine dicembre 2017 il capogruppo di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi, presentò in consiglio comunale un’interrogazione esponendo il principio secondo cui "i richiedenti asilo che ottengono ospitalità nelle strutture residenziali pubbliche, se commettono reati o ne sono partecipi, dovrebbero perdere i benefici dell’accoglienza". Dopodiché, il 29 gennaio 2018 Ancisi interrogò il sindaco su tre episodi avvenuti nell’alloggio Sprar di via Gulli 139.

"In risposta alla mia ultima interrogazione, fu fatto in via Gulli un altro turn over dei giovani, trasferiti altrove, ma la situazione non è mai cambiata, neppure con ulteriori rotazioni - spiega il consigliere d'opposizione - Tanto che due settimane fa i condòmini, per mano di un comitato locale, hanno rivolto un esposto al Prefetto, in cui hanno scritto: “Siamo esasperati. Sono 5 anni che subiamo comportamenti maleducati, incivili e irrispettosi. I tentativi per trovare una soluzione ‘pacifica’ non sono andati a buon fine, nonostante vi siano state rassicurazioni e promesse. Nel palazzo ci sono 12 appartamenti, per la maggior parte abitati da anziani, per cui questa situazione non è più accettabile. I residenti hanno paura e chiedono solo di vivere tranquilli in casa propria. Finora non siamo stati ascoltati da nessuno e siamo esasperati”".

Chiamata in causa, l’assessore comunale ai Servizi sociali Valentina Morigi ha spiegato che i quattro ragazzi verranno trasferiti altrove. "Ammettiamo che gli ultimi quattro giovani non abbiano compiuto fatti gravi, senza parlare di reati - precisa Ancisi, presentando un'interrogazione al sindaco - Ma dovevano sapere bene, dati i precedenti, che ricevere estranei dopo le 21.30 è un abuso inaccettabile perché attiene alla sicurezza pubblica. E comunque, se il clima è insostenibile è perchè i condòmini avevano già subìto troppo e da troppo tempo. Ma la loro richiesta non è che i giovani siano allontanati per essere sostituiti, bensì che l’appartamento Acer di via Gulli torni a essere destinato a chi ne ha il diritto. Non mancano le famiglie sfrattate, assistite dai servizi sociali, che non sanno dove vivere. È richiesta che faccio mia, innanzitutto per questo caso, ma che estendo a tutti gli altri 13 alloggi Acer assegnati agli Sprar. Guarda caso quasi tutti in zona Gulli, dove sono  concentrati troppi problemi sociali o peggio, via popolata da molte persone anziane e deboli, che hanno bisogno di non aggiungere alle loro fragilità ansietà ingiuste. Il notevole calo del fenomeno immigratorio, che diminuisce certamente il bisogno di alloggi, suggerisce di ridurne il numero cominciando da qui. Su questa richiesta, interrogo la disponibilità del sindaco".

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