Infortunio mortale sul lavoro, ferito anche uno studente in alternanza scuola-lavoro

Lo studente, un neodiciottenne di origine albanese, iscritto a un istituto tecnico della zona, stava svolgendo il suo stage in una ditta di impianti elettrici

E' un ragazzo di 18 anni appena compiuti, coinvolto in un progetto di alternanza scuola-lavoro, il ferito in un incidente sul lavoro a Faenza nel quale, giovedì, è morto un artigiano di 45 anni, Giovanni Liverani. Secondo quanto riporta l’Ansa, infatti, la gru sulla quale stavano lavorando sarebbe precipitata non lasciando scampo all'uomo. Il 18enne invece ha riportato lesioni e fratture alle gambe, è ricoverato all'Ospedale Bufalini di Cesena, ma non è in pericolo di vita.

La circostanza è emersa solo alcuni giorni dopo l'incidente. Lo studente, un neodiciottenne di origine albanese, iscritto a un istituto tecnico della zona, stava svolgendo il suo stage in una ditta di impianti elettrici e, insieme a uno dei soci della piccola azienda, stava svolgendo un lavoro di manutenzione sull'impianto di illuminazione di un’azienda faentina. I due erano saliti in un cestello fissato al braccio di una gru, una volta giunti a una decina di metri d'altezza sono precipitati.

LE REAZIONI - Gli esponenti di Liberi e Uguali di Ravenna e Faenza Andrea Maestri, Federica degli Esposti e Alessandra Govoni esprimono “preoccupazione per come uno stage formativo possa diventare una trappola quasi mortale”. Ed ancora, “Lo strumento dell’alternanza scuola-lavoro va completamente ripensato: ci vuole una progettualità costruita meglio e in rete, perché in assenza di progettualità si rischia di sottovalutare alcuni aspetti fondamentali, come quello della sicurezza. È indispensabile investire maggiormente in prevenzione e controlli per evitare così gravi infortuni sul lavoro”.

Prendono posizione anche Francesco Tinarelli, coordinatore dell'Unione degli Studenti Emilia-Romagna e Francesca Picci, coordinatrice nazionale dell'Unione degli Studenti: "Tutto questo è inaccettabile, casi del genere non possono più essere tollerati nei luoghi di lavoro. Ci chiediamo come sia possibile continuare a promuovere l'eccellenza e l'innovazione di strumenti come l'alternanza scuola-lavoro quando gli stessi luoghi di lavoro sono perennemente a rischio e le tutele sulla sicurezza sono insufficienti. Nessuno deve più rischiare la vita, dagli studenti agli operai, servono risposte immediate. La nostra lotta non si arresta, continua con più rabbia affinchè ingiustizie del genere non debbano più replicarsi, per avere garantiti diritti e tutele tanto nei percorsi di scuola-lavoro quanto nei posti di lavoro".

"Siamo indignati: esprimiamo solidarietá alla famiglia del lavoratore deceduto in questo terribile incidente e affermiamo con forza che il lavoro e i percorsi di transizione scuola-lavoro non possono e non devono essere mai sinonimo di insicurezza e di pericolo.  Quello che è successo, ci dice che abbiamo raggiunto il limite, che un'alternanza priva di tutele non può essere sostenibile. Andremo a fondo della questione e se necessario ci attiveremo anche legalmente per aiutare lo studente ferito. Le istituzioni dimostrino onestà politica prendendosi le dovute responsabilità e affrontino la questione prima che si verifichino altri casi come questo": è quanto aggiunge Camilla Scarpa, coordinatrice regionale della Rete degli Studenti Medi Emilia-Romagna.

“Serve più sicurezza - aggiunge Giammarco Manfreda, coordinatore nazonale - non possiamo accettare che istruirsi sia così rischioso, non possiamo accettare che uno stage possa mettere a rischio la vita di uno studente, lo abbiamo ribadito anche durante gli scorsi Stati Generali, vogliamo che l’alternanza che sia strumento di didattica alternativa e non altro, e ugualmente deve valere per stage e qualsiasi percorso di transizione scuola-lavoro. Crediamo che una delle caratteristiche fondamentali perché un percorso di alternanza sia accettabile è che non metta a repentaglio lo stato di salute di chi lo affronta, ponendo le adeguate misure sulla sicurezza: nessun’altra vita può essere messa a rischio.”

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