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Inquinamento acustico, le strade più trafficate della provincia: "Situazione ormai difficile da contenere"

Spadoni: "Tantissime strade registrano elevati flussi di traffico annuo con relativi problemi di sicurezza e di inquinamento di ogni tipo"

Le strade più trafficate del territorio ravennate sono la San Vitale, con un flusso annuale di 5.476,110 veicoli, la Cesena-Cervia con 5.296,700 e la Canale Naviglio con 5.253,175, seguite dalla Quarantola, dalla provinciale Forlì Cesena, dalla Brisighellese e dalla Casolana Riolese, che si attestano con flussi annuali di ben oltre i 3 milioni di mezzi in transito. Si tratta di dati stralciati da uno studio di consulenza tecnica, “Futura Industria ambientale” pubblicati dalla Provincia di Ravenna riguardanti le infrastrutture viarie con traffico compreso tra i tre e i sei milioni di veicoli l’anno. Un elaborato che rappresenta una sintesi del piano d’azione 2018-2023 contro il rumore delle strade con lo scopo precipuo di evitare e abbattere il rumore migliorando la situazione in aree dove l’esposizione dei residenti è ritenuta elevata o particolarmente soggetta a inquinamento acustico.

"Dall’analisi degli indicatori delle criticità del Piano d’azione emergono, poi, due aree critiche della zona cervese - spiega il consigliere Civici provincia di Ravenna Gianfranco Spadoni - vale a dire la frazione di Montaletto di Cervia e la frazione di Tantlon, oltre al tratto nella località di San Michele nella zona ravennate. Fra i vari interventi sono previsti l’uso di asfalto fonoassorbente e il controllo della velocità con autovelox nelle seguenti località: tra Godo e san Michele (Russi), tra Casemurate e Castglione (Ravenna), via Bizzuno (Lugo), nella località di Errano (Faenza) e nella zona delle terme di Cuffiano a Riolo Terme. Questa premessa solo per dare atto del lavoro svolto, ma allo stesso tempo per rilevare come tantissime strade, oltre a quelle citate a titolo di esempio, registrino elevati flussi di traffico annuo con relativi problemi di sicurezza e di inquinamento di ogni tipo, cui si aggiunge l’inadeguatezza strutturale degli assi stradali. Motivi sufficienti per rilevare nuovamente la mancanza di strategia degli ultimi cinquant’anni da parte degli enti locali, soprattutto colpevoli di non avere investito minimamente in opere infrastrutturali stradali e, ancor meno, su collegamenti ferroviari, oggi ritenuti da tutti assolutamente carenti e inadeguati. Un valido sistema ferroviario, peraltro, avrebbe favorito la riduzione del trasporto su gomma come alternativa a quella stradale, garantendo un minore tasso d’ incidentalità e, come nel tema in questione, livelli inferiori di rumorosità, oltre a una più agevole fruibilità delle strade. La questione di per sé molto complessa e delicata, insomma, può trovare vantaggi attraverso monitoraggi e lodevoli studi mirati, ma ormai la situazione è giunta a livelli dimensionali talmente critici obiettivamente difficili da contenere".

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