Inquinamento atmosferico, prematuri e basso peso alla nascita: ecco cosa accade a Ravenna

Esiste un legame tra l’inquinamento e il rischio di esito problematico delle gravidanze? La risposta sembra essere positiva, secondo i primi risultati di uno studio partito un anno fa a Ravenna.

Esiste un legame tra l’inquinamento legato al traffico e il rischio di esito negativo delle gravidanze? La risposta sembra essere positiva, secondo i primi risultati dello studio sugli effetti dell’inquinamento atmosferico a Ravenna partito un anno fa.
I primissimi dati sono stati presentati a Roma in occasione del 28esimo congresso annuale della Società Internazionale di Epidemiologia Ambientale (ISEE, International Society of Environmental Epidemiology), evento che ha richiamato oltre 1.500 ricercatori da tutto il mondo. A illustrarne i contenuti, durante una delle “Poster Sessions” nelle sale del Parco della Musica, Giuliano Silvi del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl Romagna.
“Nello studio sono stati messi in relazione i livelli di inquinamento dalle diverse fonti, che a Ravenna sono, oltre al traffico, il porto, il polo chimico e il riscaldamento domestico, con gli esiti delle gravidanze” ha spiegato Silvi.
E’ stata notata un’associazione tra l’aumento delle concentrazioni di PM10 e il rischio di avere un esito della gravidanza problematico: parti pretermine, bambini nati alla scadenza della gestazione ma con un peso inferiore a i 2,5 kg, bambini nati con un peso inferiore rispetto all’età gestazionale.
Per lo studio sono stati “arruolati” 6.726 bambini nati tra il 2008 e il 2013 nell’area urbana di Ravenna. L’esposizione agli inquinanti delle madri durante la gravidanza è stata valutata attraverso particolari modelli di dispersione che hanno consentito di scattare una vera e propria fotografia dell’inquinamento atmosferico ravennate, dando informazioni su quali zone siano più o meno esposte al particolato proveniente da una determinata fonte.
L’esito dello studio è stato in linea con quanto emerso in un’indagine di coorte europeo del 2013: il basso peso alla nascita è collegato all’inquinamento da polveri sottili.
In particolare, per Ravenna è emerso che anche con valori di PM10 al di sotto dei 10 µg/m3 il rischio che un neonato nasca con un peso inferiore ai 2,5 kg aumenta del 33%; con gli stessi valori, il rischio di parto pretermine sale del 28%. Gli stessi effetti non sono stati notati con gli altri inquinanti.
Si tratta di valori per cui è ancora prematuro parlare di significatività statistica, ma l’andamento comune tra aumento delle concentrazioni di PM10 e aumento dei problemi legati al parto fa pensare. “Si può valutare se sia necessaria una sorveglianza più stretta” ha commentato Silvi.

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