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Inquinamento, Spadoni (Udc): "I dati sono allarmanti"

"I dati dell’aria in regione e in provincia di Ravenna sono davvero preoccupanti  tanto da arrivare a una vera e propria emergenza ambientale. In forte aumento il PM 10 con superamenti giornalieri di quasi l’ 80% nelle varie stazioni di rilevamento, e in particolare  ben due su tre solo a Ravenna hanno oltrepassato il limite dei 35"

"I dati dell’aria in regione e in provincia di Ravenna sono davvero preoccupanti  tanto da arrivare a una vera e propria emergenza ambientale. In forte aumento il PM 10 con superamenti giornalieri di quasi l’ 80% nelle varie stazioni di rilevamento, e in particolare  ben due su tre solo a Ravenna hanno oltrepassato il limite dei 35: nella stazione Caorle 42 superamenti  e Zalamella 40. Nello specifico  la situazione di maggiore criticità è data dall’ozono, inquinante che continua a far registrare valori superiori ai limiti". A parlare è Gianfranco Spadoni, consigliere provinciale a Ravenna per l'Udc

"Molte le raccomandazioni dei sindaci con l’invito a limitare l’uso dei veicoli privati e l’esposizione prolungata all’aperto per i bambini, gli anziani e i soggetti con problemi respiratori, tuttavia, oltre alle esortazioni dei primi cittadini,  la questione richiede da molto tempo strategie più convincenti ed efficaci. Ad esempio, il Piano generale del traffico urbano del Comune di Ravenna o  lo stesso Piano clima redatto dalla Provincia di Ravenna, da una parte evidenziano i gravi pericoli causati dall’inquinamento atmosferico, ma dall’altro, poi,  a questi non  seguono  interventi  tali da modificare il quadro d’insieme. Lo stesso provvedimento della Regione esteso ai comuni per la limitazione del traffico urbano per contenere gli sforamenti delle polveri sottili e di altri pericolosi inquinanti, considerato ormai  come un’iniziativa di mera sensibilizzazione non produce risultati degni di nota.  Vietare il traffico delle auto, infatti, non rappresenta l’unica risposta adeguata per affrontare una questione di così elevato impatto per la salute umana".

"E la limitazione del traffico veicolare, tra l’altro,  può avvenire solo se i mezzi del trasporto pubblico locale sono adeguati e non anch’essi inquinanti. A sostegno di queste considerazioni generali ci viene in soccorso il  Piano clima - redatto dalla Provincia assieme alla Regione, - il quale  evidenzia, infatti,  come  il settore Trasporto pubblico locale sia costituito da 202 mezzi, di cui solo una cinquantina alimentati a metano e il resto ancora a gasolio. Inoltre lo spostamento di veicoli privati rappresenta, dati alla mano,  ben il 73,6% con  spostamenti casa - lavoro effettuati in prevalenza  con auto private in grado di raggiungere il 78,2%.  Prova provata di come il settore dei trasporti pubblici abbia un grosso peso e palesi responsabilità per quanto riguarda le emissioni con percentuali elevatissime di PM 10. In altre parole, il servizio pubblico mostra la sua inadeguatezza, non è competitivo e neppure  attrattivo, e inoltre non riesce a   sottrarre alla mobilità privata quote significative  di passeggeri" conclude Spadoni.

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