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"Sprezzo per la vita altrui": il nomade che ha rischiato di uccidere il carabiniere resta in carcere

I due fuggitivi avevano seminato il panico fra gli automobilisti lungo la Provinciale 8 da Granarolo a Faenza

Il giudice per le indagini preliminari di Ravenna, Antonella Guidomei, ha convalidato l’arresto del 32enne nomade che nella tarda serata di venerdì, alla guida di un’auto rubata sulla quale viaggiava anche il suo complice 16enne, per guadagnare la fuga ha travolto un carabiniere ed ha speronato una gazzella dell’Arma. I due fuggitivi avevano seminato il panico fra gli automobilisti lungo la Provinciale 8 da Granarolo a Faenza.

Hanno infatti azzardando sorpassi a fari spenti, con punte di velocità elevate, e imboccato rotonde contromano, rischiando più volte di scontrarsi frontalmente con gli altri utenti della strada, ignari di ciò che stava accadendo. Alla fine, i due carabinieri del rRdiomobile di Faenza che avevano ripreso l’inseguimento nonostante feriti, erano riusciti lungo la via San Silvestro a raggiungere la “Fiat Punto”, dove il conducente ha perso il controllo del veicolo, terminando la sua fuga in un canale di scolo. 

I due malviventi sono stati arrestati dagli stessi carabinieri che con coraggio ed estrema tenacia gli erano sempre stati alle calcagna. I militari dell’arma sono stati poi trasportati in ambulanza in ospedale dove per il capo equipaggio, falciato dall’auto dei fuggitivi, la prognosi è stata di trenta giorni (un trauma toracico addominale con piccoli focolai al fegato), mentre il carabiniere alla guida della gazzella ha riportato varie contusioni e ne avrà per sette giorni.

Fortunatamente i carabinieri erano riusciti ad impedire ai due fuggitivi di raggiungere il centro abitato di Faenza ,dove con la loro guida pericolosa avrebbero potuto mettere a repentaglio la vita di altre persone. Il gip, nella lunga ordinanza di convalida dell’arresto, ha sottolineato che “le modalità della condotta tenuta durante la fuga dall'inseguimento dei carabinieri esprimono non solo disinteresse ma proprio sprezzo per la vita altrui”. Quindi ha applicato la misura cautelare in carcere proposta dal pubblico ministero Cristina d’Aniello, ritenendola “necessaria per contenere la spinta criminale” di cui il 32enne ha dato dimostrazione, viste anche le sue caratteristiche criminali ed il comportamento violento che ha dimostrato.

Oltre al tentato omicidio, sono stati confermati anche i restanti capi di imputazione che vanno dalla resistenza e lesioni personali aggravate a pubblico ufficiale ai tentati furti aggravati ai danni delle due attività commerciali di Bagnacavallo e Lugo avvenuti prima dell’inseguimento, nonché la ricettazione dell’auto rubata ed il danneggiamento del veicolo dell’arma. Nelle prossime ore si conosceranno le determinazioni del tribunale per i minorenni riguardo il 16enne accompagnato in stato di arresto al centro di prima accoglienza minorile di Bologna.

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