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Sabato, 27 Novembre 2021
Cronaca Lugo

Integrazione: ai nastri di partenza il progetto "Let’s Play"

Il progetto si pone come obiettivo il loro coinvolgimento nella vita delle comunità ospitanti attraverso un processo volto, in primo luogo, a promuovere la conoscenza reciproca tra individui con percorsi culturali e di vita spesso eterogenei.

È ai nastri di partenza nella provincia di Ravenna il progetto “Let’s Play” (finanziato dalla comunità europea nell’ambito del bando “Sport as a tool for integration and social inclusion of refugees” rivolto a progetti che perseguano come obiettivo principale l’inclusione sociale dei rifugiati politici usando come mezzo lo sport) presentato dal Centro Sportivo Italiano in collaborazione con Scuola Centrale di Formazione (SCF), della durata di 12 mesi, che verrà realizzato nella provincia di Ravenna, neii centri Cfp Opera Diocesana Giovanni XXIII di Piangipane e Cefal di Villa San Martino.  Il Centro Sportivo Italiano di Ravenna, in collaborazione con la Scuola Centrale di Formazione, ha dato via al progetto “Let’s Play”, un piano per l’inclusione ed integrazione di giovani rifugiati e richiedenti asilo. Il progetto si pone come obiettivo il loro coinvolgimento nella vita delle comunità ospitanti attraverso un processo volto, in primo luogo, a promuovere la conoscenza reciproca tra individui con percorsi culturali e di vita spesso eterogenei.

Il programma sarà presentato in più ambiti di azione, tenendo conto delle opportunità organizzative, delle fasce d’età, del genere, e delle effettive necessità dei partecipanti ai alle attività. Si vuole pertanto realizzare un progetto educativo che faccia perno sull’attività sportiva in quanto promotrice di valori formativi e tenga conto, nello specifico, della storia personale di ogni attore coinvolto. Per realizzare tutto ciò è stata predisposta un’equipe formata da allenatori, volontari, insegnanti ed operatori sportivi che avrà l’obiettivo di creare l’ambiente in grado di sviluppare le capacità fisico-atletiche di una o più discipline sportive, ma che sia altrettanto in grado di favorirne la responsabilizzazione nonché l’aggregazione, l’integrazione, l’intesa nel gruppo e il rispetto delle sue regole. Si vuole inoltre favorire la scoperta di nuove e differenti dinamiche relazionali connesse alle specificità sportive di ciascuna nazione. Inoltre, è prevista una formazione specifica per operatori sportivi e arbitri, che possa svolgere un ruolo importante nell'inclusione e trasmettere competenze sociali. L'idea è di far accedere a questo secondo percorso ragazzi e ragazze dai 16 anni in su, anche per favorire l’occupazione giovanile interculturale ed il lavoro giovanile che va al di là dello sport.

“Per noi del Csi - afferma Alessandro Bondi, Presidente CSI Ravenna - il principio fondante è usare lo sport come strumento educativo. Crediamo quindi che anche l’attività sportiva possa favorire la promozione del pluralismo di culture e di etnie, una risorsa preziosa che può rendere una società più ricca e dinamica. Il nostro desidero è che con questo progetto possano nascere nuove e differenti dinamiche relazionali, incluso un percorso polisportivo che possa al suo interno inoltre mettere in luce gli sport nazionali, gli usi e i costumi delle diverse tradizioni per arrivare a risultati concreti di integrazione e di inclusione sportiva.” “Cefal - afferma Fabio Federici, responsabile del progetto accoglienza - ritiene questo progetto un tassello importante della propria attività di accoglienza dei richiedenti asilo sul territorio per diversi risultati che ci aspettiamo di ottenere. Innanzitutto, valorizza la pratica sportiva come strumento educativo di ragazzi per lo più giovani, che sono provati da esperienze di grande durezza ed hanno bisogno di ricostruirsi una vita a 360°, lontana dalle minacce della guerra e della fame, ma anche carica di quella dignità che viene da uno sviluppo completo della persona, che significa non solo istruzione e lavoro, ma anche responsabilità, cittadinanza attiva e vita di relazione. In secondo luogo è un percorso che garantisce opportunità in più al percorso di integrazione socioculturale che Cefal sta realizzando quotidianamente da ormai 4 anni con i richiedenti asilo ospitati presso i propri Cas, sia con gli altri ospiti presenti in altri Cas della provincia di Ravenna, sia con realtà associative locali, andando oltre gli sport tradizionali come calcio, volley e ciclismo, offrendo un’occasione reciproca di visibilità e confronto Infine è importante perché accende una luce di dimensione nazionale su un territorio e su una attività che stanno dato risultati concreti estremamente positivi, in cui vincente è il protagonismo di una comunità ed un territorio, fatto di istituzioni disponibili, di mondo del volontariato ed associazionismo sensibile e collaborativo e di efficaci professionalità impegnate sul lavoro di accoglienza. A dimostrazione che un fenomeno epocale e strutturale come le migrazioni può essere governato e gestito senza pregiudizi e senza paure.”

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