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Il Coronavirus visto da chi ha vissuto la guerra: "Restare in casa? Al giorno d'oggi è una pacchia"

Bianca, negli anni della II Guerra Mondiale, ha vissuto il problema contrario: non poter stare tranquilli in casa propria. "I tedeschi ci avevano invaso casa, e noi avevamo tutti paura perchè lì comandavano loro"

In questi giorni di isolamento totale, in cui per cercare di contenere la diffusione del Coronavirus ci è concesso di uscire di casa solo per motivi indispensabili come fare la spesa o andare in farmacia, sono tante le persone che ne stanno approfittando per "ricaricare le pile", per scoprire nuovi hobby, leggere un libro, guardare film o semplicemente passare del tempo con i propri cari. Ma c'è anche chi, invece, vive la quarantena come una forzatura e si annoia, sentendo la mancanza della "normalità"; una normalità che, fino a ieri, sembrava scontata a tutti noi.

"Essere costretti a stare in casa? Al giorno d'oggi è una pacchia!": non ha dubbi Bianca Danesi, 90enne ravennate, che vuole lanciare un messaggio a tutti - giovani e meno giovani - per cercare di far capire che non uscire dalla propria abitazione, in questi giorni, è fondamentale. "Oggi vivere è bello, mi piace tutto della vita - spiega entusiasta l'anziana - Per noi che abbiamo passato tante cose difficili, è incomprensibile vedere che le persone non rispettano un'istruzione così semplice e non restano in casa. Una volta si obbediva per forza! Oggi è bello stare in casa, ma i giovani non capiscono: hanno la televisione, hanno internet, hanno il riscaldamento. Non possono neanche immaginare quanto era difficile vivere una volta".

Bianca, negli anni della II Guerra Mondiale, ha vissuto il problema contrario: non poter stare tranquilli in casa propria (ma nemmeno fuori). "Io sono cresciuta a Ragone, in una casa di contadini - racconta la donna - I tedeschi ci avevano invaso casa, vivevano con noi. Avevamo tutti paura di restare in casa, perchè lì comandavano loro. Pranzavamo alla stessa tavola: loro mangiavano i nostri prosciutti, noi restavamo con la fame. Bevevano tanto vino e anche la birra, si ubriacavano: così i miei nonni la notte vegliavano a turno perchè avevano paura di quello che potevano fare a me e mia sorella, eravamo due ragazzine... Sono cose che non si dimenticano, bisogna provare per credere. Eppure fuori c'erano le bombe, per cui anche noi avevamo un valido motivo per restare in casa".

La ravennate, in questi giorni, dà il buon esempio a tutti rimanendo in casa: "Per passare il tempo lavoro all'uncinetto, faccio la sfoglia, preparo da mangiare, guardo la televisione, anche se poca perchè dopo un po' i politici mi fanno venire il nervoso". Bianca lancia un monito a tutti: "State in casa, ascoltate. Avete ogni ben di Dio. Accontentatevi di quello che avete e fate un sacrificio, si può vivere anche senza andare al ristorante o a ballare per un mese. Pensate a come vivevamo una volta e apprezzate il valore della vita".

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