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A 43 anni convive con il 'tumore degli anziani', ma per lui niente vaccino anticovid: "E' assurdo"

Nonostante la sua difficile condizione, soprattutto in un età così giovane, Lorenzo non rientra nella categoria degli 'estremamente vulnerabili' che hanno priorità vaccinale

Lorenzo (nome di fantasia) ha 43 anni, abita a Ravenna e da quando aveva 30 anni convive con il mieloma multiplo, un tipo di tumore del sangue chiamato anche 'malattia degli anziani' in quanto spesso emerge o si scopre in tarda età a causa della frattura delle ossa. Questo mieloma, infatti, produce in grande quantità un particolare tipo di anticorpo e una sostanza che causa la demolizione del tessuto osseo; di conseguenza i pazienti colpiti da questo cancro sono spesso soggetti a fratture ossee.

Ma il tumore può anche dare origine a un indebolimento delle difese immunitarie, di conseguenza rendendo i pazienti più esposti alle infezioni. Nonostante la sua difficile condizione, soprattutto in un età così giovane, Lorenzo non rientra nella categoria degli 'estremamente vulnerabili' che hanno priorità vaccinale, nella quale rientrano sì i pazienti onco-ematologici come lui, ma solo se in trattamento con farmaci immunosoppressivi, mielosoppressivi o a meno di sei mesi dalla sospensione delle cure e conviventi.

"Mio marito convive con questo mieloma da 13 anni, ma si tratta di una malattia che solitamente inizia a evolversi solo in tarda età, e per questo non ha mai dovuto sottoporsi a cure come la chemioterapia - racconta Catia (anche questo nome di fantasia), moglie di Lorenzo - Non ha diritto al vaccino in maniera prioritaria, nonostante lui sia più esposto alle malattie degli altri. Ci sentiamo molto discriminati, anche perchè ci sono dei controsensi: lui ha sempre fatto il falegname e qualche anno fa fece domanda di lavoro ma durante la visita medica, quando scoprirono che aveva il mieloma, lo lasciarono a casa in quanto non era ritenuto idoneo al lavoro. Poi c'è la questione invalidità: lui ha una percentuale di invalidità del 40%, ma per essere inserito nelle categorie protette dev'essere almeno del 46%. Quindi per lavorare non vai bene perchè sei malato, anche se non abbastanza da rientrare nelle categorie protette, ma per il vaccino non vai bene perchè sei sano? Siamo in un limbo assurdo".

Lorenzo ha scoperto di avere questo tumore quando ha iniziato a donare sangue all'Avis: "Dalle analisi è emerso che aveva un mieloma - continua Catia - Negli ultimi giorni, poi, ha fatto degli altri esami e la sua malattia sembra essere peggiorata: pare che abbia 'iniziato a camminare', ora deve fare altri accertamenti. Il suo medico di base ha detto che non può farci nulla, ma che non appena ne avrà la possibilità lo prenoterà per il vaccino anticovid. Noi però abbiamo paura, ora che sappiamo che la malattia sta progredendo e che lui rischia di prendere il Coronavirus".

Per quanto possa sembrare assurdo, se la malattia di Lorenzo progredisse e lui fosse costretto a iniziare la terapia verrebbe inserito subito nelle categorie da vaccinare in maniera prioritaria. Quindi cosa dovrebbe fare il 43enne? Sperare di aggravarsi? "Siamo stanchi e spaventati - conclude Catia in lacrime - E' una situazione pesantissima, anche i pazienti come mio marito devono poter accedere al vaccino anticovid al più presto. Il nostro appello non può rimanere inascoltato".

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