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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca

Il Prefetto Enrico Caterino va in pensione: "A Ravenna ho trovato una sinergia unica tra le varie forze"

Dopo tre anni e mezzo il Prefetto di Ravenna si prepara a salutare la città. Dal 1 febbraio, infatti, Enrico Caterino lascerà Ravenna per godersi la meritata pensione

Dopo tre anni e mezzo il Prefetto di Ravenna si prepara a salutare la città. Dal 1 febbraio, infatti, Enrico Caterino lascerà Ravenna per godersi la meritata pensione. Nominato il 25 luglio del 2018, Caterino ha dovuto affrontare anni molto difficili, quelli della pandemia. Ma anche problemi di sicurezza, criminalità e movida selvaggia. Il suo successore non è ancora stato nominato, per cui - a meno di una nomina dell'ultima ora - la reggenza spetterà al Vicario fino all'arrivo del nuovo Prefetto.

In vista del pensionamento, abbiamo fatto qualche domanda a Caterino su questi tre anni e mezzo di mandato.

Prefetto, è tempo di bilanci: quali sono stati i momenti più significativi del suo mandato?

Sono stati tre anni e mezzo sicuramente condizionati dall'emergenza sanitaria: la pandemia ha condizionato le elezioni, le iniziative, tante cose che potevano essere fatte, penso ai 700 anni della morte di Dante... Due anni in pratica li ho vissuti per la gestione di tutto ciò che era connesso all'emergenza, quindi è difficile fare un raffronto con altri periodi e altri mandati, perchè penso che questa emergenza abbia scoinvolto la vita e i programmi di ognuno di noi. E' stato un impegno notevole, non solo per me ma per tutti gli enti coinvolti. Se vogliamo fare un bilancio è stata una gestione che ha avuto un ottimo risultato anche come reazione da parte dei cittadini, molto composa ed equilibrata rispetto ad altre province: i ravennati si sono comportati più che bene rispettando le restrizioni, ci sono state anche delle proteste ma molto contenute rispetto ad altre realtà. Questa emergenza sanitaria è stato un campo di prova del sistema, che qui ha reagito più che bene. Sin dall'inizio, con il nostro Comitato di coordinamento, è stato un susseguirsi di riunioni. Il sistema sanitario ha reagito più che bene, così come i sindaci, le associazioni di categoria, la Camera di Commercio... C'è stata una bella sinergia, a riprova che in questa realtà c'è un modo di collaborare tra i rappresentanti delle istituzioni che sicuramente favorisce molto la risoluzione dei problemi. E questo è un dato estremamente positivo.

E al di là della pandemia (per la quale l'Ordine dei Medici le ha anche consegnato una medaglia)?

Le Prefetture guardano molto al sistema sociale, imprenditoriale, ai fenomeni di criminalità. Non spetta certo a me valutare la qualità del mio lavoro, ma ritengo che su tutto questo, come quantità, c'è sempre stato il massimo dell'impegno da parte mia e della Prefettura per seguire e gestire tutti i problemi che arrivavano sul tavolo del Prefetto, in primis i problemi della criminalità, del vandalismo, della movida a Cervia - che è un fenomeno che si è accentuato molto dopo il lockdown. Si è sempre cercato di dare una risposta in maniera tempestiva ed efficace, per quanto possibile. Ma il Prefetto lavora bene solo se ha degli ottimi vertici come forze di Polizia, e qui sono stato molto fortunato, perchè hanno lavorato sempre con uno spirito di squadra e di massima collaborazione, che è indispensabile. C'è stato un contributo preziosissimo dei sindaci, delle associazioni di categoria e di volontariato, una su tutte la Anc (Associazione nazionale Carabinieri in congedo), sono sempre stati disponibili ogni volta che si è richiesto il loro contributo. Quella di Ravenna è una realta dove ognuno dà il proprio, e i risultati si vedono: a confronto con altre realtà qui c'è una maggiore vivibilità, e questo si è visto anche durante la pandemia: non abbiamo avuto fenomeni particolarmente preoccupanti a livello di proteste o di reazioni scomposte dei titolari dei locali. E' una situazione serena.

Resta però ancora qualche problema sulla criminalità: la classifica del Sole 24ore sulla Qualità della vita posiziona anche quest'anno Ravenna in prima posizione per quano riguarda i furti in abitazione...

E' logico che quando si vede una classifica del genere la conseguenza è l'allarme sociale che si sviluppa. Però quella classifica va esaminata con serenità, cosa che abbiamo fatto spesso in Comitato. Nella nostra provincia viene denunciato tutto, anche furti che in altre realtà non vengono denunciati perchè ritenuti insignificanti o perchè non c'è quella fiducia nelle istituzioni che invece come senso civico c'è qui a Ravenna, ed è logico che quindi i furti statisticamente aumentano. Qui abbiamo avuto denunce per il furto di una lampada in giardino o di un salame nella casa di campagna: questi furti, che possiamo definire 'banali', vengono classificati comunque come furti in abitazione, quindi è logico che poi Ravenna nella classifica va su. E poi c'è da dire che qui abbiamo anche un territorio vastissimo: Ravenna è il secondo Comune per estensione dopo Roma, con tante zone isolate e case di campagna, dove il controllo delle forze dell'ordine è molto complicato. Per questo motivo abbiamo cercato di sensibilizzare i cittadini a usare i sistemi di difesa passiva facendo ricorso alla tecnologia, oltre ad aver potenziato i sistemi di videosorveglianza comunale. Serve anche la collaborazione dei cittadini, con un piccolo investimento in un sistema di allarme in qualche modo si riesce ad avere una sicurezza in più. Abbiamo fatto un opuscolo che abbiamo distribuito in cui ci sono dei suggerimenti ai cittadini per aiutare le forze dell'ordine nel loro compito. Bisogna adeguarsi a questo nuovo tipo di criminalità, perchè i furti in abitazione si stanno diffondendo sempre di più un po' dappertutto, anche se qui paradossalmente sono in ribasso, nonostante i primi posti in classifica.

Cosa lascia a chi verrà dopo di lei e su cosa dovrà lavorare maggiormente il suo successore nei prossimi anni?

E' chiaro che ognuno legge le problematiche del territorio in modo diverso. Qui si è lavorato un po' ad ampio raggio su tutte le problematiche, spesso cercando anche di anticiparle. Il mio sostituto troverà sicuramente una realtà favorevole e il suo compito sarà agevolato da questa forma di singergia che fa parte di questa zona. Non penso ci saranno problematiche particolari, è logico che si troverà ad affrontare lavori importanti come quelli dell'hub portuale, con tutto il protocollo per evitare infiltrazioni della criminalità. Probabilmente sarà uno degli impegni più grossi in cui si troverà il mio collega.

Cosa farà una volta in pensione? Resterà a Ravenna?

No, vivo nel Veneto, ma a Ravenna ho lasciato tanti amici sia in ambito istituzionale che fuori, per cui il contatto con la città non verrà meno. Mi sono trovato benissimo qui, ho avuto tante manifestazioni d'affetto e di stima. E' una città che mi ha accolto veramente con garbo e dove ho lavorato con entusiasmo e con una collaborazione unica di tutti i rappresentanti dlle istituzioni locali, territoriali, con le associazioni... E' un sistema in cui c'è una bella collaborazione e si lavora bene.

La carriera del Prefetto

Enrico Caterino è nato il 1 gennaio 1955 a San Cipriano d'Aversa, in Campania - Comune che di recente gli ha anche attribuito la cittadinanza onoraria. Laureato in giurisprudenza presso l'Università degli Studi Federico II° di Napoli,  è abilitato all'esercizio della professione di avvocato. Entrato nei ruoli del Ministero dell'Interno nel 1987, ha assunto servizio nella Prefettura di Venezia ove - quale dirigente presso l'Ufficio di Gabinetto e successivamente quale Capo di Gabinetto - ha seguito le problematiche più rilevanti, anche a livello emergenziale, che hanno interessato il territorio della provincia. Nel settembre 2006 viene trasferito alla Prefettura del Verbano-Cusio-Ossola, con le funzioni di Vicario del Prefetto. Dall'aprile 2007 viene posto in posizione di comando presso il Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica, con funzioni di diretta collaborazione con il Consigliere per gli Affari Interni e per i rapporti con le Autonomie del Presidente della Repubblica; dal dicembre 2014 diventa Vicario dello stesso Consigliere. Dall' aprile 2016 è Prefetto di Rovigo, mentre dal 25 luglio 2018 è Prefetto di Ravenna. 

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