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Patrizia durante il suo ricovero in ospedale nel 2020

Patrizia durante il suo ricovero in ospedale nel 2020

Ancora fiato corto e dolori dopo mesi con la sindrome 'Long Covid'. La storia di Patrizia: "Dopo un anno sono sfinita"

A marzo dell'anno scorso fu uno dei primi casi di Coronavirus accertati nel ravennate. E ora, a distanza di più di un anno, il suo incubo non è ancora finito

A marzo dell'anno scorso fu uno dei primi casi di Coronavirus accertati nel ravennate. E ora, a distanza di più di un anno, il suo incubo non è ancora finito. Patrizia ha 53 anni e abita con la sua famiglia a Villa Inferno. Il 20 marzo dello scorso anno alla donna è stato diagnosticato il Covid, una forma acuta che ha costretto Patrizia al ricovero in ospedale per una settimana. Poi finalmente il tampone negativo (doppio, come era necessario nella primavera 2020 per poter uscire dalla quarantena), la buona notizia che conferma che il Coronavirus è stato sconfitto.

La sindrome 'Long Covid'

Eppure qualcosa non va. La forte stanchezza è ancora persistente, così come i dolori muscolari, il fiato corto, la pressione costantemente bassa. Patrizia ha sviluppato una condizione in cui si trovano diversi pazienti guariti dal Coronavirus, che soffrono di una vera e propria sindrome denominata dagli esperti 'Long Covid', in cui alcuni sintomi e malesseri portati dalla malattia si protraggono anche dopo che il virus è stato debellato. Una condizione molto particolare studiata dall'Organizzazione mondiale della sanità: "Sono state raccolte diverse evidenze. Ci sono persone che si sono riprese dalla malattia provocata dal Covid che continuano ad avere problemi a lungo termine".

La sindrome, come si legge sul sito dell'Istituto superiore di sanità, è caratterizzata da postumi a lungo termine persistenti dopo il tipico periodo di convalescenza da Covid e può comportare una serie di sintomi come stanchezza cronica, mal di testa, mancanza di respiro, anosmia (perdita dell'olfatto), debolezza muscolare, febbre, disfunzione cognitiva ('brain fog'), tachicardia, disturbi intestinali e manifestazioni cutanee. In generale, spiega l'Iss, le donne sembrano avere il doppio delle probabilità di sviluppare il Long Covid rispetto agli uomini, ma solo fino a circa 60 anni, quando il livello di rischio diventa simile. Oltre all’essere donne, anche l'età avanzata e un indice di massa corporea più alto sembrano essere fattori di rischio per avere il Long Covid.

Il caso di Patrizia: "Sono sfinita, ma cerco di ripartire"

Patrizia è una dei tanti guariti dal Coronavirus che ha sviluppato la sindrome Long Covid. "Non ce la faccio più, sono sfinita - spiega la donna, che a distanza di un anno non è ancora riuscita a liberarsi dai sintomi - Dopo una lunga convalescenza, a maggio dello scorso anno sono tornata a lavoro in ufficio, nonostante avessi costantemente dei dolori muscolari che non mi abbandonavano mai, il fiato corto e la pressione bassa. Per un po' c'è stato un miglioramento, poi ho avuto la ricaduta, mi sembrava di essere tornata indietro. Il mio medico mi diceva di avere pazienza, che ci vuole del tempo, di aspettare senza prendere farmaci, se non un integratore di magnesio per cercare di tirarmi su. Io continuavo ad aspettare, ma le cose non miglioravano".

La donna inizia così una lunga serie di visite specialistiche a pagamento: "Sono andata da una infettivologa che mi ha suggerito una vista dal reumatologo, che a sua volta mi ha diagnosticato una fibromialgia, ma non ha saputo dirmi se potesse essere in qualche modo causata dal Covid. Però prima di essere contagiata non avevo mai avuto problemi di nessun tpo. Ho fatto degli esami che hanno escluso l'artrite reumatoide e hanno invece accertato un danno muscolare, ma da dove sia scaturito questo danno non si sa. Poi sono andata dallo pneumologo, che tramite tac ha visto che avevo ancora un addensamento nel polmone, cosa che mi provoca il fiato corto".

E' proprio il pneumologo, a inizio marzo, a diagnosticare a Patrizia la sindrome Long Covid. "Mi ha prescritto il Fluimucil per il muco nei polmoni, ma mi ha anche detto che la stanchezza e il fiato corto mi rimarranno a lungo. Neanche i medici sanno darti indicazioni precise però, essendo una sindrome nuovissima: non è una cosa che si trova sui libri di medicina". La donna è costretta a convivere con questi sintomi, fino a quando non è dato saperlo: "Con le medicine e gli integratori di vitamina D ho iniziato a vedere un lieve miglioramento per quanto riguarda la stanchezza e i dolori muscolari, ma non nel respiro, che è ancora molto affaticato. Appena faccio due lavori in casa sono stanca, nonostante faccia un quarto di quello che facevo prima. Dovrei fare movimento, prima andavo in piscina tutti i giorni, ora ho preso dieci chili e riesco appena a fare qualche camminata e un po' di tapis roulant. Mi impegno anche se fa male perchè non voglio fossilizzarmi. Ormai è passato un anno, ma io non mollo!".

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