Ravenna ricorda Sergio Guerra e le sue campionesse di pallavolo: due intitolazioni

Entrambe le intitolazioni sono avvenute alla presenza di un centinaio di persone: oltre ai familiari di Sergio Guerra, c'erano le atlete dell' Olimpia Teodora e la mitica presidentessa Alfa Garavini

Ravenna celebra la pallavolo: sabato mattina è stato intitolato a Sergio Guerra, che con la Nazionale femminile ha anche conquistato la prima medaglia di bronzo agli Europei (1989), il piazzale interno del Pala De Andrè, palcoscenico degli ultimi trionfi dell’Olimpia Teodora, cioè l’undicesimo scudetto e la seconda Coppa dei Campioni. Successivamente la pista ciclabile da via Canale Molinetto a via Tommaso Gulli ha assunto ufficialmente la denominazione di "pista ciclabile delle Campionesse della Pallavolo". Entrambe le intitolazioni sono avvenute alla presenza di un centinaio di persone: oltre ai familiari di Sergio Guerra, c'erano le atlete dell' Olimpia Teodora e la mitica presidentessa Alfa Garavini.

"Ci sono persone molto speciali perché hanno lasciato un segno nella comunità in cui sono vissute,  perché hanno compiuto azioni eccezionali che ci hanno regalato emozioni e ci hanno fatto gioire tutti insieme, facendoci sentire ancora di più una comunità - ha esordito il sindaco Fabrizio Matteucci -. Abbiamo reso omaggio ad una persona speciale non solo per sua moglie Carla, per i suoi figli Michela e Matteo, per i suoi amici, per i suoi collaboratori, ma per Ravenna. Sergio Guerra ha fatto diventare grande lo sport ravennate, scrivendo pagine gloriose della pallavolo femminile e portando il nome della nostra città nel mondo".

"Il 2016 è l'anno di Ravenna Città Europea dello Sport - ha ricordato il primo cittadino -. Siamo impegnati nella promozione dei  valori  dello sport e nell'ampliamento dell’attività motoria per tutta la popolazione. Ma anche nell'attuazione dei progetti partecipati (come “Sport in Darsena”), nella promozione dell’etica sportiva, nella realizzazione di investimenti di riqualificazione degli impianti per oltre 1 milione di euro. Sport e cultura fanno parte del nostro dna. C'è un bel progetto inedito che si chiama “Terzo tempo” che partirà proprio fra pochi giorni. Un progetto in cui gli operatori dell'arte e della cultura si confronteranno con lo sport. Una bella sfida, sarebbe piaciuta anche a Sergio, che vedrà susseguirsi una serie di appuntamenti che coinvolgeranno il mondo della cultura e dello sport. In questi anni si sono svolti grandi eventi sportivi di promozione della città e del territorio che hanno avuto un' importante ricaduta sul turismo. Ne cito alcuni: i Mondiali Fifa a Marina di Ravenna, i Mondiali di Dragon Boat, la Maratona Internazionale città di Ravenna, il Trofeo Nazionale Giovanile di Scherma".

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"Anche quest’anno il Comune ha riservato oltre 50.000 euro per la pratica sportiva dei ragazzi provenienti da famiglie non abbienti - ha continuato -. Come avevo promesso il 30 gennaio di quest'anno, e in pochi ci credevano, la pallacanestro è rimasta a giocare a Ravenna e la pallavolo tornerà a casa nel 2016. Sistemeremo la pista di atletica e la curva Mero dello stadio Benelli. Fra poco inizieranno i lavori di sistemazione di una parte del Polisportivo Darsena, dopo che in questi anni abbiamo realizzato importanti interventi al Centro sportivo S. Zaccaria, al Pala Costa, nell'impianto sportivo di Ponte Nuovo e in numerosi centri sportivi del forese. Oggi circa il 48% dei ravennati fa pratica sportiva: e alla nostra portata l'obbiettivo del 50%. In questo quadro si inserisce l'intitolazione di quest'area a Sergio Guerra. Se a Ravenna lo sport è soprattutto la pallavolo, lo dobbiamo in primo luogo a lui e alle sue ragazze. Come allenatore dell'Olimpia Teodora, Sergio è stato l'uomo dei record che è riuscito a costruire il mito di una squadra in grado di vincere 11 scudetti di fila. Ben undici anni di trionfi (dal 1980-81 al 1990-91), sei Coppe Italia, due Coppe dei Campioni (1988 e 1992) e un Mondiale per Club (1992). Con la Nazionale femminile, correva l'anno 1989, ha conquistato la prima medaglia di bronzo agli Europei. Successi ottenuti schierando in totale una trentina di giocatrici, quasi tutte italiane, anzi praticamente romagnole e quasi tutte di Ravenna. Sergio è stato un grande condottiero, nello sport come nella vita, capace di raccogliere sfide all'apparenza impossibili e vincerle".

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