Cronaca

Istruzione, Lista per Ravenna: "Scuole private? Belle, buone e risparmiose"

Il capogruppo Ancisi: "Servizio di alta qualità che rappresenta un interesse della comunità nel suo complesso, non solo dal punto di vista educativo, ma anche sociale ed economico"

La nuova convenzione triennale tra il Comune di Ravenna e le scuole materne paritarie FISM (Federazione italiana scuole materne), con annessi asili nido Primavera, ha ricevuto, per la prima volta, il voto favorevole di Lista per Ravenna.

"Da tempo è finito, insieme alle vacche grasse dei bilanci comunali, la corsa dispendiosa alle costruzione di nuove scuole pubbliche per l’infanzia laddove ne esistevano delle ottime private, così costrette a chiudere - commenta il capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi - Ma la nuova convenzione abbatte uno steccato storico: quello che confinava le scuole per l’infanzia non comunali e non statali in una specie di sottoserie parrocchiale, ripiego per le famiglie che non trovavano altro posto per i loro figli. Non è mai stato così, come testimoniano intere generazioni di ogni orientamento, condizione e provenienza, che in queste scuole hanno ricevuto accoglienza ed educazione egregie. Spazza definitivamente ogni pregiudizio il rapporto finale del Comune sul monitoraggio e le verifiche compiute in queste scuole nel quadriennio 2012-2016 che ne ha promosso con lode il servizio offerto sotto ogni aspetto: la qualità dell’offerta educativa e degli spazi, materiali e arredi, la frequenza e i contenuti delle opportunità formative, la partecipazione delle famiglie, il raccordo con le altre agenzie educative del territorio, i progetti interculturali e di inclusione dei bambini con disagio o con bisogni speciali, ecc.  Una quindicina di indicatori di “qualità stabile” occupano due fitte pagine di eccellenti valutazioni, che portano il Comune a certificare come le scuole FISM “concorrano in maniera decisiva alla realizzazione di un sistema integrato dell’offerta formativa rivolta all’infanzia”: dunque, un servizio pubblico a tutti gli effetti e di alta qualità, che rappresenta un interesse della comunità nel suo complesso, non solo dal punto di vista educativo, anche sociale ed economico".

Sono 15, con 41 sezioni e 901 iscritti, le scuole materne della FISM, 11 delle quali in località del forese. Vi si affiancano 10 nidi Primavera con 136 bimbi. "Se queste scuole chiudessero, essendo impossibile e inopportuno costruire nuove scuole pubbliche, con l’aggiunta di costi di gestione altissimi, 1037 bambini resterebbero a casa e 8 importanti frazioni del forese rimarrebbero prive di qualsiasi servizio educativo per l’infanzia - continua Ancisi - Bisogna piuttosto preoccuparsi che non se ne chiudano altre, perché,  nonostante buona parte del lavoro sia compiuto da personale volontario e si stringa la cinghia su ogni spesa, enormi sono le difficoltà a far quadrare i conti. Mettendo a confronto, col supporto del Controllo di Gestione del Comune, i dati più recenti dell’ultimo quadriennio, si ricava che nelle scuole per l’infanzia comunali ogni bambino costa al Comune 5.985 euro l’anno, a fronte di 763 per chi frequenta le scuole FISM; per i più costosi asili nido è anche maggiore la differenza, che si colloca tra 7.712 e 881 euro. Per gli asili nido, il Comune incassa appena il 25% di quanto spende e per le scuole infanzia il 22%: il deficit, a carico del bilancio comunale, è sull’ordine dei 15 milioni e mezzo di euro l’anno. Paragoni difficili ma rappresentativi di una gestione faticosa delle scuole private non profit, caricata sulle spalle di libere associazioni del territorio. Nel forese, peraltro, la loro chiusura sarebbe più grave, per l’ importanza che rivestono nella vita sociale di quelle località, notoriamente povere di servizi pubblici".
 
"La nuova convenzione compie un passo in avanti, non certo esaustivo ma significativo, verso un maggiore riconoscimento del contributo finanziario concesso a queste scuole, specialmente a sostegno delle piccole scuole di campagna - prosegue il capogruppo - Minimo è stato l’adeguamento per i nidi Primavera, che chiediamo sia rivalutato alla stessa stregua nel corso della convenzione. Chiediamo anche al sindaco di risolvere l’iniquità che grava pesantemente su numerose di queste scuole: dover pagare l’ICI-IMU al Comune di Ravenna per attività di servizio pubblico su cui non solo non guadagnano niente, ma ci rimettono anche. Non si dovrebbe costringerle ad andare in Tribunale per ottenere giustizia".

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