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"Simpatia, sincerità e feroce autoironia": Ivano Marescotti ricorda l'amico Nino Carnoli

"Era anticonformista perché diceva la verità a prescindere dal proprio tornaconto. Non fece il servizio militare e per questo fu incarcerato"

A salutare con dolore la scomparsa di Saturno Carnoli, rimasto vittima del Coronavirus, c'è tutto il panorama culturale ravennate, dagli editori Danilo MontanariIvan Simonini al celebre attore Ivano Marescotti. "Caro Nino Carnoli, amico di una vita giovanile, esempio di anticonformista, di fascino dell'avventura intellettuale, di dirittura etica e politica... Dopo una vita così densa come la tua poi in un attimo arriva un virus e tutto svanisce. Una morte banale, al di sotto della realtà epica della vita vissuta. Ciao Nino". Con queste parole, scritte sul suo profilo Facebook, l'attore romagnolo ha dato addio al suo amico Carnoli.

Come spiega Marescotti, contattato telefonicamente, il loro fu un incontro politico, culturale e di profonda amicizia. Un legame cementato dalla grande ammirazione dell'attore per lo scomparso artista anticonformista.

Marescotti, quando conobbe Nino Carnoli?
Lo conobbi ancor prima di incontrarlo. Io militavo nel Partito cominsta e lui era dirigente, lo ammiravo per la sua gestione politica. Tant'è vero che uscendo dal partito lo conobbi al Manifesto e da lì diventammo subito amici.

In un suo post su Facebook, fra le altre cose, ha descritto Carnoli come un "esempio di anticonformista". In che modo Saturno Carnoli incarnava l'anticonformismo?
Era anticonformista perché diceva la verità a prescindere dal proprio tornaconto. Non fece il servizio militare e per questo fu incarcerato. Criticò il partito in cui militava e fu anche molto autocritico. In una conferenza arrivò perfino a negare se stesso, in un certo modo. Era un intellettuale vero, una persona vera. Si è costruito un mestiere nel campo della grafica attraverso questo suo anticonformismo. Era politicamente e culturalmente una persona di larghissime vedute, oserei dire a 360 gradi.

Cosa ammirava di più in lui?
La simpatia, la sincerità, l'ironia feroce che aveva anche nei confronti della sua stessa opera. Era una persona colta e affabile. Con lui ho condiviso cultura e politica.

Con la sua scomparsa cosa perde Ravenna?
Scompare una grande persona di cultura, non solo teorica ma anche pratica, quindi si perde un intellettuale, un politico e un'artista, oltre che, per chi lo conosceva, un amico.

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