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Domenica, 26 Maggio 2024
Cronaca

L'accoltellatore dei Giardini Speyer era stato allontanato dalla Caritas per droga

Le indagini della Squadra Mobile di Ravenna, diretta dal dirigente Marco Poggi, ha permesso di individuare l'aggressore del 24enne tunisino, il 33enne nigeriano John Stali

Ci sarebbero motivi legati allo spaccio di stupefacenti dietro l'accoltellamento ai Giardini Speyer di martedì scorso. Le indagini della Squadra Mobile di Ravenna, diretta dal dirigente Marco Poggi, ha permesso di individuare l'aggressore del 24enne tunisino, il 33enne nigeriano John Stali. Arrivato in Italia nel 2014 dalla Libia, aveva chiesto asilo politico in Italia e la sua domanda era in attesa di istruttoria. Giunto a Ravenna nel febbraio scorso, era disoccupato e stava partecipando ad un progetto in una cooperativa sociale.

Sulla questione è intervenuto Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna: Per poter ottenere asilo e nel frattempo essere ospitati a carico della spesa pubblica in case o alberghi, occorre dimostrare di essere perseguitati o di fuggire da guerre, violenze, violazione dei diritti umani, ecc. In attesa del riconoscimento, si deve risiedere nelle strutture convenzionate e rispettarne le regole. Negli elenchi della Prefettura di fine maggio, quando effettuai un monitoraggio della situazione “profughi” (e sedicenti), i richiedenti asilo nella provincia di Ravenna erano 761, di  cui 259 nel comune di Ravenna. Di questi la Commissione prefettizia ne aveva bocciato il 78%, giudicati dunque non veri “profughi”. Gli altri, tra istruttorie e ricorsi vari, restano a carico dello Stato ad un costo pari o quasi a 35 euro il giorno, per una durata che può arrivare a cinque anni".

"Stali però non figurava nei 761 richiedenti asilo, bensì in un elenco extra di 9 “allontanati” dalle strutture di accoglienza - prosegue l'esponente della lista civica -. La Commissione aveva rigettato la sua richiesta il 19 maggio 2015 ed era stato “espulso da Caritas Faenza il 12 febbraio scorso, per motivi legati alla droga. Ci sta che da quella data sia venuto a Ravenna e fosse senza dimora, non già che la sua richiesta di asilo sia ancora in istruttoria.   Questo caso però, essendo esemplare di quanto debba essere riformata la politica dell’accoglienza umanitaria dei “profughi” in Italia, rafforza quanto pubblicai il primo giugno scorso con la nota “Immigrati a Ravenna a carico della spesa pubblica: solo 28 su 100 sono veri profughi. Ancisi esibisce alla stampa la documentazione”".

Ancisi pone una serie d'interrogativa: "E' normale che due anni dopo l’arrivo in Italia la domanda di asilo di Stali fosse ancora sospesa, e per chissà quanto ancora se non si fosse fatto espellere dalla struttura di accoglienza umanitaria che lo ospitava a tempo indeterminato con pagamento dello Stato? Perché, cacciato dall’accoglienza, non è stato rispedito al suo paese? Come mai, vista la causa della sua espulsione dalla struttura di accoglienza e frequentando la zona dei giardini Speyer, che è “nota come una delle piazze più battute del mercato degli stupefacenti a Ravenna”, risultava “un nome non troppo conosciuto alle forze dell’ordine”, essendo “a suo carico solo una denuncia per molestie”? A questo proposito, in attesa delle riforme, formulo, da consigliere comunale, una proposta semplice alla Polizia municipale, un piccolo tassello soltanto: intensificare in modo serrato le identificazioni di coloro che frequentano senza giusto motivo i giardini Speyer in modo da riconoscere, applicando i provvedimenti del caso, chi, come Stali, è uccel di bosco, o non è in regola con le leggi dello Stato italiano, e da consentire di allontanarne chi è bene se ne stia al largo. Basta istruire gli agenti in servizio su strada, a cominciare dalle pattuglie volanti".
 

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