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L'Adriatico è ancora il mare più pescoso grazie al pesce azzurro

La quasi totalità delle specie ittiche d'interesse commerciale sono in diminuzione. Nel panorama dei mari italiani l'Adriatico mantiene comunque, grazie al pesce azzurro, il titolo di mare più pescoso

Il 28 febbraio si concluderà il Progetto relativo all’Azione "Reti e Governance" del piano di attuazione del Flag Costa dell’Emilia-Romagna, promosso dalla Comunità Europea, Regione Emilia-Romagna e Ministero delle Politiche Agricole con il coordinamento organizzativo di “Delta 2000”. Come da programma si sono tenuti nove incontri nelle marinerie della Regione con il compito di diffondere e promuovere reti relazionali tra il mondo della ricerca scientifica e gli operatori dediti alla pesca e all’acquacoltura. 

Nei dibattiti a carattere scientifico sul mare Adriatico e sulle sue risorse spesso l’accento cade sulla diminuzione degli stock ittici, sugli impatti generati dalle attività antropiche e come questi si sono nel tempo riverberati su tali tendenze. Per questo motivo il progetto ha sottolineato la necessità di considerare l’ecosistema padano-adriatico nel suo insieme per ottenere quindi un livello di conoscenza con una visione ecosistemica, superando in tal modo i limiti della settorialità. L'obiettivo è stato raggiunto grazie ai lavori di un corposo gruppo di esperti. Oltre alle competenze riguardanti l’Adriatico centro-settentrionale, sono stati coinvolti ricercatori impegnati nello studio del Bacino padano e delle acque di transizione più rappresentative, tra queste la laguna di Venezia e la sacca di Goro. Agli incontri tecnico-scientifici hanno partecipato in maniera attiva e propositiva rappresentanti delle Categorie dedite alla pesca e all’acquacoltura, responsabili apicali delle Cooperative, Pescatori e Amministratori. Tra i risultati emersi dal progetto meritano d'essere evidenziati diversi punti focali.

Negli ambiti fluviali, lagunari e marini sono state rilevate tendenze alla diminuzione nei valori di fosforo, stabili nel tempo quelli di azoto. Il declino della componente fosfatica ha portato ad una diminuzione dei fenomeni acuti di eutrofizzazione. Significativo il raggiungimento di buon stato ecologico nella Laguna di Venezia e in altre valli dell'area deltizia del fiume Po (tra queste la Sacca di Goro). Nell'intera area del medio e alto Adriatico sono diminuite le condizioni di carenza di ossigeno nelle acque di fondo, mentre permangono periodiche crisi ipossiche estive nella parte meridionale del Delta del Po, in tutti i casi meno estese e persistenti rispetto al passato (anni 1970-90). Si rilevano, al pari di quanto sta avvenendo su scala globale, un significativo innalzamento dei valori di temperatura delle acque e un abbassamento nei valori di pH (acidificazione).

La quasi totalità delle specie ittiche d'interesse commerciale sono in diminuzione. Nel panorama dei mari italiani l'Adriatico mantiene comunque, grazie al pesce azzurro, il titolo di mare più pescoso. Elevate e redditizie le attività in molluschicoltura: l'Emilia-Romagna è il primo produttore di Mitili a livello nazionale (25.000 ton/anno), secondo per la Vongola verace filippina (15.000 ton/anno). Viene sottolineata l’importanza di adottare piani di monitoraggio a lungo termine in tutti i settori considerati dal progetto. Tra questi: contributi trofici (azoto, fosforo, silicati) immessi dalla rete fluviale padana; stato ecologico degli ambienti fluviali, lagunari e marini; tendenze dei mutamenti climatici e dei processi di acidificazione; tendenze degli stock ittici di interesse commerciale.

I risultati conclusivi del progetto, unitamente ai risultati delle altre tematiche relative alla molluschicoltura ed alla piccola pesca artigianale trattate nell’ambito dell’Azione del Flag Costa dell’Emilia-Romagna, saranno presentati il 7 marzo in occasione della partecipazione del Flag a Sealogy presso Ferrara Fiere.

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