Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

L'annuncio di Rossi (Autorità portuale): "Berkan B rimossa entro l'estate. Nessun inquinamento dal relitto"

Il fatto che non vi sia stato inquinamento al di fuori delle panne è "indiscutibilmente comprovato", insiste Rossi citando i risultati delle analisi chimiche svolte nell'ambito del procedimento

"Relitto della Berkan B verso la rimozione e demolizione entro l'estate e nessun inquinamento mai registrato nella Pialassa, al di fuori delle barriera di contenimento". In commissione consiliare Ambiente di Ravenna, riunita venerdì pomeriggio, il presidente dell'Autorità di sistema portuale, Daniele Rossi, interviene per informare consiglieri e cittadini sullo "stato dell'arte" di una vicenda - il caso del relitto affondato nel Piomboni a marzo 2019. Rossi si toglie diversi "sassolini dalle scarpe" nel corso del suo intervento, in cui fa riferimento più volte alla necessità di fare chiarezza e punta il dito, anche scaldandosi un po', contro la volontà di fare allarmismo che "è ingiusto, pericoloso e scorretto".

In particolare, "nessun inquinamento proviene dal relitto semi affondato della motonave - puntualizza - e ha mai interessato la zona esterna alle panne antinquinamento posizionate tempestivamente intorno al relitto stesso per impedire spandimenti". E soprattutto, "chi sostiene il contrario, il rappresentante ravennate di Italia Nostra su tutti - precisa - fornisce false informazioni e sarà chiamato a rispondere delle proprie azioni di fronte all'autorità giudiziaria, già interessata da querela e denunce". E il fatto che non vi sia stato inquinamento al di fuori delle panne è "indiscutibilmente comprovato", insiste Rossi citando i risultati delle analisi chimiche svolte nell'ambito del procedimento sia dagli esperti incaricati dalla Procura, sia dai consulenti tecnici di parte, infine dalle informative della capitaneria di Ravenna. Tutti e tre i pareri sono nel fascicolo oggetto dell'indagine, spiega, e giungono alle medesime conclusioni.

"Non vi sono state evidenze di spandimento di idrocarburi all'esterno delle panne di contenimento, nè da risultanze di analisi chimiche, nè da fotografie aeree, nè da segnalazioni delle Autorità marittime antecedenti la perizia", assicura Rossi, dando lettura di diversi stralci. In definitiva, "la doppia fila di panne installate svolge un'efficace azione di contenimento degli idrocarburi, impedendo sversamenti nel canale". E ancora: "Si tratta di dati oggettivi raccolti dalla Procura in sede di indagine penale - ribadisce - forniti da analisi chimiche certamente più affidabili delle impressioni ricavate da video amatoriali che ogni tanto si vedono circolare".

Rossi quindi passa a rassicurare sulla rimozione e demolizione del relitto, dopo la revoca dello scorso gennaio dell'aggiudicazione del appalto (per il rifiuto a firmare il contratto da parte dell'Ati che aveva vinto la gara pubblica). "Nei giorni scorsi sono stati effettuati esami dell'analisi di acque e sedimenti propedeutiche ai lavori di rimozione - spiega infatti - che saranno effettuate dalla ditta che sta eseguendo lavori portuali per l'uso delle banchine pubbliche e ha manifestato quindi disponibilità a rimuovere il relitto entro l'estate". E anche in questi casi ribadisce che gli esiti degli 11 prelievi fatti nei giorni scorsi tre le cinture di contenimento e anche all'esterno "non evidenziano alcuna contaminazione nelle acque e nei sedimenti, essendo valori ampiamente entro i limite di legge".

Infine, il presidente dell'Autorità portuale passa in rassegna il destino degli altri 5 relitti di nave presenti nel porto di Ravenna. I 3 di maggiori dimensioni erano imbarcazioni fluviali russe, interessate da procedimento di sequestro giudiziario nel 2006 per debiti maturati dalla proprietà, già bonificati e rispetto cui "non sussistono pericoli di natura ambientale". Solo di recente, a seguito di indagini fatte dalla Capitaneria di porto, si è ricondotta la loro proprietà a una società con sede alle Isole Vergini britanniche, di cui si attende risposta alla diffida fatta per ottenere la liberazione dell'area demaniale tramite rimozione. "Entro giugno 2021 scadrà il termine concesso alla società per liberare l'area - spiega Rossi - da allora auspichiamo si potranno intraprendere iniziative per la rimozione ma dipende dal seguito dell'atto di intimidazione". Infine, nel porto ci sono altri due relitti abbandonati, di minori dimensione per cui non è possibile risalire a provenienza e proprietà: "Si procederà alla loro rimozione unitamente a quella delle altre tre". (Dire)

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