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L'Archivio di Stato si arricchisce di un importante patrimonio culturale

La maggior parte dei documenti copre un arco temporale che va dal Settecento all’Ottocento, pur con precedenti a partire dal Cinquecento

È con un atto di generosità destinato alla città di Faenza, per tramite del Ministero per i beni e le attività culturali, che la famiglia Zanelli-Quarantini ha donato il proprio archivio alla Sezione di Archivio di Stato di Faenza, che da oggi arricchisce il proprio patrimonio archivistico di un importante risorsa culturale. Il fondo - una quindicina di metri lineari fra buste, registri, volumi, mappe e disegni - costituisce un rilevante accrescimento del patrimonio documentario e offre ai ricercatori l’opportunità di consultare importanti fonti storiche inedite per l’economia e la cultura nella società faentina in età moderna.

La famiglia Zanelli ha avuto un ruolo di rilievo a Faenza sin dalla fine del Cinquecento ed è ricordata in particolare per le importanti opere di bonifica attuate da Scipione Zanelli nel corso del Settecento. L’archivio fu raccolto e custodito dall’ultimo esponente della famiglia Quarantini, Francesco, vissuto alla fine dell’Ottocento, e conserva anche le carte della famiglia della moglie Maria Conti. Tramite successivi lasciti ereditari è pervenuto fino agli ultimi proprietari che hanno scelto di donarlo all’Archivio di Stato per permetterne lo studio e la valorizzazione.

La maggior parte dei documenti copre un arco temporale che va dal Settecento all’Ottocento, pur con precedenti a partire dal Cinquecento. Le compravendite, gli atti notarili, le eredità, i resoconti economici delle attività agricole permettono di ricostruire, oltre alle storie di vita familiare, l’economia rurale e l’avvicendarsi dei mutamenti politici e sociali del territorio faentino. L’archivio dal mese di luglio potrà essere consultato presso la Sezione di Archivio di Stato di Faenza in via Manfredi 14, secondo gli orari e le modalità indicate sul sito dell’Istituto.

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