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L'artista Manzoni a Salotto Blu: "La mia vita tra pittura, poesia e servizi segreti militari"

Discendente di Alessandro Manzoni, il lughese Gian Ruggero Manzoni è uno dei personaggi più interessanti del panorama romagnolo

Discendente di Alessandro Manzoni, cugino dei Conti Manzoni trucidati nelle campagne ravennati dai partigiani, militante nella sinistra eversiva bolognese negli anni Settanta, pittore di respiro internazionale, poeta, storico: il lughese Gian Ruggero Manzoni è uno dei personaggi più interessanti del panorama romagnolo. Intervistato a VideoRegione da Mario Russomanno, ha svelato particolari clamorosi della sua biografia contenuti oggi nel romanzo, incentrato sulla sua figura, "Il risolutore", finalista al premio Strega.

"Nel 1977, durante i giorni di rivolta degli studenti a Bologna che culminarono con la uccisione del giovane Lorusso, fui arrestato. Poiché trovato in possesso di una pistola P38 fui processato per direttissima e incarcerato. Mio padre, che durante la seconda guerra mondiale aveva collaborato con i servizi segreti alleati, si adoperò in quei frangenti per aiutarmi. Ricevetti pertanto la proposta di commutare la mia pena con la collaborazione ai servizi segreti. Accettai E per 25 anni condussi una doppia esistenza in gran segreto: insegnavo materie artistiche ma ogni tanto partivo per partecipare a cruente missioni operative all'estero nei paesi in guerra: fui protagonista di scontri a fuoco con numerosi morti". La trasmissione andrà in onda lunedì alle 23.15. 

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