Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

L'Ausl replica ai sindacati: "Stipendi pagati in ritardo per un problema informatico"

L'azienda Usl romagnola replica alle accuse dei sindacati, che avevano segnalato il problema relativo al pagamento degli stipendi dei lavoratori

"Per un problema di natura informatica gli stipendi dei dipendenti dell’Ausl Romagna sono stati accreditati il 28 maggio invece che lunedì 27, come è consuetudine aziendale. Preme evidenziare che per questo ritardo nessuna responsabilità può essere posta in capo all’Azienda che ha comunicato, già dal 20 di maggio, all’istituto tesoriere le indicazioni per l’invio dei bonifici stipendiali". L'azienda Usl romagnola replica alle accuse dei sindacati, che avevano segnalato il problema relativo al pagamento degli stipendi dei lavoratori.

"Appena si è venuti a conoscenza dell’errore, si è richiesto al Tesoriere, con specifica diffida e sulla base della convenzione in essere, il corretto ripristino della valuta al 27 del mese di maggio 2019; ovviamente non vi è stato il modo di avvisare in anticipo il personale dipendente in quanto si è appreso dell’accaduto nella tarda mattinata del 27 maggio - spiegano dall'Ausl - Le diverse comunicazioni sindacali hanno giustamente evidenziato la preoccupazione e la difficoltà subita dai dipendenti, ma anche imputato la responsabilità ai servizi amministrativi dell’azienda che, viceversa, hanno subito il disguido. Alcune comunicazioni sindacali hanno utilizzato l’occasione per lanciare pesanti critiche sul tema dell’esonero dal periodo di prova, in una fase in cui l’Azienda della Romagna sta assumendo oltre 300 infermieri e 70 operatori sociosanitari a tempo indeterminato. Su questo tema l’Azienda, come altre aziende sanitarie della Regione, ha ritenuto già da tempo di far effettuare il periodo di prova al momento della costituzione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, anche se preceduto da un tempo determinato. Ciò consente infatti di porre la massima attenzione alla valutazione del dipendente in termini di autonomia professionale e di miglior inserimento nei diversi contesti organizzativi. Tale valutazione è funzionale alla garanzia di qualità dei servizi alla cittadinanza e d’altro canto non costituisce un particolare aggravio per tutti quegli operatori (fortunatamente la maggior parte) perfettamente in grado, alla luce dei risultati, di superare il periodo di prova. Richiamare l'attenzione su questo aspetto, che incide in una minima parte di una lunga vita lavorativa e definire "padre padrone" un'azienda il cui comportamento è peraltro analogo a quello di molte altre, appare assolutamente pretestuoso di fronte alla concretezza di risultati e alla costante attenzione dedicata alla qualità del lavoro".

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