Cronaca Solarolo

L'ennesima truffa: "Paga le riviste o ti faccio pignorare il conto corrente"

Questa volta a finire nel mirino dei truffatori è stato un 73enne di Solarolo, legale rappresentante di una nota associazione di volontariato

Questa volta a finire nel mirino dei truffatori è stato un 73enne di Solarolo, legale rappresentante di una nota associazione di volontariato che si occupa di prestare aiuto ad anziani e bisognosi. L’indagine è stata portata a termine dai carabinieri della stazione di Solarolo a cui il 73enne si è rivolto per denunciare che da qualche tempo stava ricevendo “pressanti” telefonate da un sedicente avvocato incaricato da un’imprecisata casa editrice per la riscossione di un “fantomatico” debito di tremila euro derivante da un abbonamento ad una rivista di cui l’anziano non sapeva nulla.

Il 73enne, intimorito dalle minacce del suo interlocutore che alla fine gli ha fatto credere di trovarsi in tribunale a Ravenna pronto a chiedere il pignoramento del conto corrente se non avesse pagato, è corso in banca per fare il bonifico ma un impiegato ha sentito puzza di bruciato e gli ha consigliato di parlarne con i carabinieri.

A quel punto il 73enne è andato a raccontare tutta la vicenda in caserma. Addirittura, mentre si trovava davanti ai militari dell'arma, il poveretto ha continuato a ricevere telefonate dal finto avvocato che lo sollecitava a portare a termine il bonifico. Quando l'anziano ha tentato di tagliare corto chiudendo la telefonata poco dopo ne ha ricevuta un'altra, da qualcuno che  si spacciava per un ufficiale giudiziario. Le indagini dei carabinieri non sono state facili perché come spesso accade le utenze utilizzate dai truffatori sono risultate intestate a dei prestanome stranieri, però tramite le coordinate bancarie rilasciate per il bonifico sono risaliti a un 58enne originario di Cerignola e residente a Cologno Monzese.

Per evitare di cadere nella truffa dei “falsi abbonamenti”, il capitano Cristiano Marella, comandante della compagnia carabinieri di Faenza, tiene a raccomandare che: “Non bisogna mai accettare offerte di abbonamenti a riviste di qualsiasi genere che con la scusa delle beneficenza vengono proposte per telefono oppure porta a porta: si tratta di “trappole” da parte di astuti truffatori che prima o poi si faranno vivi per riscuotere somme di denaro esorbitanti, ricorrendo anche a pesanti minacce per ottenere il loro scopo. soprattutto mai fidarsi se qualcuno propone pubblicazioni  fittizie redatte o ispirate dalle forze dell'ordine raccontando che il ricavato sarà a loro devoluto”. Purtroppo è un meccanismo che in molti casi ha funzionato specie nei confronti di anziani e piccoli imprenditori che accettano l’offerta perche' “simpatizzanti” delle forze dell’ordine e poi, quando si rifiutano di pagare il salatissimo conto dell’abbonamento, vengono minacciati di essere denunciati oppure, come nel caso degli imprenditori, di finire “nel mirino” degli ispettori attraverso minuziosi controlli sulle loro attività.  Le uniche riviste ufficiali sono “il carabiniere”, “il finanziere” e “polizia moderna” che non vengono mai proposte per telefono tanto meno porta a porta. se si ricevono questo genere di proposte è buona norma non accettare né firmare nulla, piuttosto segnalare sempre l’accaduto al 112 oppure rivolgersi alla stazione carabinieri più vicina”.  

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