Cronaca

L'impegno della Fondazione del Monte per la ricerca

La Fondazione mantiene tradizionalmente un proprio ruolo a fianco dei ricercatori non facendo mancare il proprio sostegno economico e restando nel tempo un punto di riferimento per le strutture dei propri territori di intervento

Sviluppare nuovi sistemi di verifica della presenza di droghe nel sangue in caso di incidente stradale; riabilitare trapiantati di cuore a domicilio con una cyclette speciale; scoprire la relazione tra anomalie gastrointestinali e Morbo di Parkinson; studiare la genetica di una popolazione di alto interesse antropologico e scoprire così nuovi elementi sui meccanismi di risposte ai farmaci; cercare un metodo per curare un tumore infantile riducendo i conseguenti problemi di crescita dei piccoli pazienti; utilizzare attrezzature all’avanguardia per curare con meno sedute di radioterapia il tumore alla prostata, oppure per diagnosticare e curare piccole neoplasie polmonari allo stadio iniziale, o ancora per rendere ulteriormente più precisa ed efficace la microchirurgia delle corde vocali e dell’orecchio. Sono alcuni progetti di ricerca, selezionati tra i tanti meritevoli approvati tra il 2011 e il 2012 e già conclusi, che hanno ottenuto un contributo dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e che sono stati considerati rappresentativi degli scopi perseguiti dalla Fondazione nell’indirizzare le risorse del settore alla sola ricerca biomedica con ricadute sulla salute dell’uomo.

I risultati degli otto progetti, selezionati dalla Commissione Ricerca Scientifica del Consiglio d’Indirizzo della Fondazione, coordinata da Eleonora Porcu, e da Luigi Bolondi, Consigliere d’Amministrazione della Fondazione delegato al settore Ricerca Scientifica, saranno illustrati dai rispettivi responsabili nel corso dell’incontro pubblico Finanziare la ricerca per la salute. Il contributo della Fondazione del Monte, in programma sabato dalle ore 9 alle ore 13 alla Sala dello Stabat Mater della Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio di Bologna. Lo scopo dell’incontro, che si svolge nell’ambito del programma culturale della Società Medica Chirurgica di Bologna, è di divulgare anche ai non addetti ai lavori l’attività della Fondazione nel settore della Ricerca Scientifica che troppo spesso opera dietro le quinte. I risultati di questa attività dimostrano ancora una volta che, nonostante le risorse economiche siano minori rispetto al passato, investire nella ricerca scientifica si può ed è sempre più necessario, per dare impulso a conoscenze che possano avere ricadute positive sulla salute e per sostenere giovani talenti attraverso borse di studio e assegni di ricerca che creano nuove opportunità di lavoro.

L’attività del settore Ricerca Scientifica - La Ricerca Scientifica, insieme alla Cultura, al Sociale e allo Sviluppo Locale, è uno dei quattro principali settori di intervento della Fondazione. Il settore svolge da molti anni un ruolo rilevante nella promozione e nello sviluppo delle conoscenze biomediche attraverso il sostegno di importanti progetti di ricerca, selezionati tramite linee guida accettate a livello nazionale, e condotti da ricercatori di eccellenza che operano nei territori di competenza della Fondazione, cioè le province di Bologna e Ravenna. La Fondazione mantiene tradizionalmente un proprio ruolo a fianco dei ricercatori non facendo mancare il proprio sostegno economico e restando nel tempo un punto di riferimento per le strutture dei propri territori di intervento. Alla Ricerca Scientifica è riservato circa il 10% delle risorse destinate ai contributi.

Nel 2012 le risorse sono state pari a poco più di 988.000 euro e hanno contribuito a finanziare 34 progetti, quattro dei quali a cura di soggetti istituzionali (Ausl Bologna, Ausl Ravenna, Azienda Ospedaliera Universitaria Sant’Orsola-Malpighi, Istituto Ortopedico Rizzoli), su un totale di 52 domande pervenute. Esclusi i progetti presentati da soggetti istituzionali, le 30 domande selezionate e accolte sono pari al 57,7% di quelle presentate. Tra i progetti accolti, 11 possono essere considerati d’eccellenza in quanto hanno ottenuto un punteggio complessivo tra 50 e 60 punti (su 60 totali). Inoltre, il 45% dei contributi erogati nel 2012 sono stati utilizzati per l’attivazione di assegni di ricerca per giovani meritevoli (17 assegni per un importo complessivo di 387.600 euro). Le altre tipologie di intervento sono contributi all’acquisto di attrezzature e di materiale di laboratorio. Con i progetti finanziati nel 2012 si è ancora una volta rispettato il concetto di “valore aggiunto”. Infatti il contributo della Fondazione è stato rivolto a idee innovative che sono scaturite da piattaforme sperimentali già esistenti, scientificamente documentate, di interesse per il territorio in cui la Fondazione opera e già dotate di appropriate risorse finanziarie a supporto della loro missione. Particolare attenzione va data al fatto che, negli ultimi esercizi, si è favorevolmente assistito a un progressivo aumento di progetti finanziati proposti da giovani ricercatori di ruolo.

Da quest’anno nuovi criteri per richiedere un contributo
Nel 2013 i progetti finanziati sono stati in tutto 28, per un contributo totale di 690.000 euro. La cifra conferma, rispetto al 2012, la progressiva riduzione delle risorse, che però nel 2014 rimarranno stabili. A fronte di questo calo, per evitare una dispersione delle risorse che già negli anni si sono assottigliate, il settore Ricerca Scientifica della Fondazione del Monte ha deciso di apportare un’importante innovazione al sistema che regola le richieste di contributo. A partire dalla scadenza del 31 marzo 2014 (unica data annuale entro la quale richiedere contributi al settore) la Fondazione riterrà strategico l’obiettivo di favorire l’aggregazione di più gruppi di ricerca per la formulazione di progetti di più ampio respiro culturale e scientifico. La tematica dei progetti ammissibili per il finanziamento sarà quella tradizionale, ristretta all’ambito biomedico e con il vincolo della potenziale ricaduta sulla salute dell’uomo. Le richieste dovranno ricadere all’interno di sei macroaree tematiche individuate dal settore, e cioè: malattie oncologiche; malattie croniche degenerative; malattie infettive; innovazione tecnologica (area nell’ambito della quale può essere presentata la richiesta di apparecchiature di ultima generazione da utilizzare in condivisione tra più strutture); diagnostica innovativa; salute della donna e del bambino.

La priorità nella selezione dei progetti sarà basata su due criteri: il valore scientifico (il giudizio sarà espresso, secondo la modalità introdotta dal 2007, mediante una procedura di referaggio da parte di esperti esterni) e la tipologia della rete di ricerca, per la quale sono preferibili partnership e aggregazioni multidisciplinari. La nuova impostazione ha anche l’obiettivo di favorire un possibile e maggiore coinvolgimento delle strutture sanitarie ravennati a progetti presentati da enti di ricerca bolognesi. Nel contempo, continuerà a essere data sempre più attenzione all’ammontare complessivo della singola richiesta, con l’utilizzo del principio del cofinanziamento che si è consolidato nel tempo. A parità di merito, sarà privilegiato il responsabile del gruppo di ricerca che non abbia ricevuto contributi dalla Fondazione nell’anno precedente.

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