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Lunedì, 24 Giugno 2024
Cronaca

L'Italia chiude gli allevamenti di animali da pelliccia. L'allevatore di San Marco: "Dopo 35 anni di attività come ci reinventiamo?"

Stretta contro la produzione delle pellicce naturali. Oggi in Italia sono rimasti solo 5 allevamenti, tra i quali quelli di visoni di San Marco a Ravenna

Stretta contro la produzione delle pellicce naturali. Con la manovra 2022 scatta il divieto di allevamento, riproduzione in cattività e uccisione di visoni, volpi, procioni, cincillà e animali di qualsiasi specie utilizzati per ricavarne pelliccia, come prevede un emendamento, a prima firma della capogruppo di Liberi e Uguali al Senato Loredana De Petris, approvato dalla commissione Bilancio di Palazzo Madama.

La misura consente in deroga agli allevamenti di mantenere gli animali già presenti nelle strutture non oltre il 30 giugno 2022. Sono stanziati 3 milioni di euro per il 2022 per indennizzare gli allevamenti. L’allevamento di animali allo scopo di produrre pellicce è già stato vietato da numerosi Paesi in Europa e principalmente per motivazioni etiche e di benessere animale, poi anche come misura anti-Covid per evitare ulteriore diffusione del Covid e nuove varianti.

Oggi in Italia sono rimasti solo 5 allevamenti, tra i quali quelli di visoni di San Marco a Ravenna - gli altri si trovano nelle province di Brescia, Cremona, Forlì-Cesena e L’Aquila e complessivamente detengono 7.230 visoni “riproduttori”. "E' un grande rammarico, dopo 35 anni di onesta attività ci fanno chiudere con delle motivazioni sciocche - commenta Maurizio Zoffoli, titolare dell'allevamento di San Marco - Le pellicce andranno sempre: la Cina quest'anno ha aperto 800 nuovi allevamenti, quindi semplicemente gli italiani continueranno a comprare all'estero, mentre noi ci facciamo prendere in giro da 4 animalisti. Dopo il 30 giugno saremo pieni di debiti... Già siamo fermi da un anno (il Ministro della Salute Roberto Speranza, nell'ambito della pandemia, a novembre 2020 ha sospeso gli allevamenti di animali da pelliccia in tutta Italia, ndr) e in questo anno lo Stato non ci ha dato un euro, ora dobbiamo mantenere gli animali fino a giugno. Reinventarsi? Mah, in Italia ormai non c'è modo di reinventarsi... Siamo in braghe di tela".

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