L'opposizione attacca l'Ausl, critica anche la maggioranza. L'azienda: "Situazione non perfetta, ma basi solide"

L'Ausl Romagna deve entrare nella "fase due", sottolinea il sindaco De Pascale intervenendo in Consiglio comunale alla seduta straordinaria sulla sanità, chiesta dall'opposizione, con presenti i vertici dell'azienda

Stop ai "campanilismi in azienda", identificazione dei problemi, motivare chi lavora. L'Ausl Romagna deve entrare nella "fase due", sottolinea il sindaco Michele De Pascale, intervenendo martedì pomeriggio in Consiglio comunale alla seduta straordinaria sulla sanità, chiesta dall'opposizione, con presenti i vertici dell'azienda.

"A oggi l'offerta sanitaria e' alta", sottolinea annunciando la nomina a ottobre del nuovo primario di Cardiologia. E non negando alcune criticita', tra cui Medicina interna e Chirurgia. Ma non si deve dimenticare che il Sistema sanitario nazionale e' "sottofinanziato, il piu' basso dei Paesi industrializzati" e che la pianificazione della formazione e' fallita". "Le piccole prestazioni quotidiane - argomenta - hanno la stessa importanza di quelle che aprono i giornali". Dunque occorre andare in primo luogo al "completamento della rete delle case della salute". Mentre la "seconda questione" e' Medicina interna dove la "criticita' e' molto forte" ma per la quale stanno arrivando degli interventi, come il reparto polmone da 10 posti letto e l'investimento annunciato su altro posti a gestione infermieristica. Sull'arrivo dell'Universita', prosegue, "e' una strada intelligente", con specializzandi, ricerche e grande interesse, e beneficio per la parte territoriale. "C'e' un problema di vocazione per Chirurgia che va recuperata", conclude replicando a chi dall'opposizione lancia dubbi sui concorsi: "Se si ritengono non trasparenti si vada in Procura".

L'attacco dell'opposizione

E in effetti la minoranza attacca a testa bassa. Samantha Tardi di Cambiera' stigmatizza che "il presidio Ravenna e' smembrato senza pieta' per scelta politica. Si depotenzia l'ospedale, rispetto ai vicini". Diverse le criticita', dai punti nascita a Otorinolaringoiatria, fino a Medicina interna, "con squadre di medici che lamentano dal 2015 le stesse cose". Per cui "se un direttore generale non sa dirigere va rimosso". Occorre "valorizzare i professionisti con l'organizzazione del lavoro", sostiene Marco Maiolini del Gruppo misto. Per il quale "creare questa Ausl unica e' stato sbagliato, mancano 95 primari e l'ospedale e' depotenziato". "Gli interventi fatti possono anche aumentare, ma la qualita' e la difficolta' e' ridicola rispetto alla storia dell'ospedale", tuona Alberto Ancarani di Forza Italia, secondo il quale "il vero obiettivo e' spostare su altri nosocomi della provincia, Faenza, e poi Forli', le attivita' che rendono un ospedale un centro di eccellenza". Facendo anche un favore a Villa Maria Cecilia che diventa un Irccs. Cosi' "stare a Ravenna per medici di livello non e' conveniente ne' auspicabile. La sensazione e' che si sono fatti piu' passi indietro che avanti". E infatti, gli fa eco Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna, "la gente e' delusa dall'ospedale. La sensazione e' che sia stato depauperato. L'Ausl Romagna non e' decollata e Ravenna e' la piu' debole", con personale "carente e sfruttato" e le liste attesa. Particolarmente critica anche Samantha Gardin della Lega: "I tre ospedali della provincia quando piove si allagano, ci sono enormi code. La gestione del grande non e' controllabile. O voi non siete piu' in grado".

Critiche anche dalla maggioranza

Qualche rilievo anche dalla maggioranza. Per Fiorenza Campidelli del Pd "per Chirurgia manca l'individuazione per un target medio alto" e occorre "accelerare le stabilizzazioni e i concorsi". Anche Michele Distaso di Sinistra per Ravenna segnala come "note dolenti il personale e le assunzioni non sufficienti", mentre Chiara Francesconi del Partito repubblicano segnala che "il personale e' stressato. I giovani medici hanno contratti precari e sono poco assicurati. Il tema dell'universita' e' fondamentale". Infine Mariella Mantovani di Articolo 1-Movimento democratico progressista riporta "l'insoddisfazione nei professionisti, serve formazione continua, e il disorientamento dei cittadini". Mentre Daniele Perini di Ama Ravenna spiega che "l'Universita' da' modo di fare le specializzazioni, perche' mancano le scuole".

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Spot
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

La replica dell'Ausl

"O i romagnoli sono tutti cretini o mostrano una fiducia nelle proprie strutture sanitarie superiore rispetto alle altre province, Bologna compresa". Ascoltati per oltre due ore i consiglieri comunali di Ravenna che mettono in luce diverse criticita' nel progetto dell'Ausl Romagna, il direttore generale Marcello Tonini replica con alcune "riflessioni" per affermare che "non mi sembra che siamo di fronte a operazione cosi' fallimentare". Certo, "la situazione e' in divenire, lontana dalla perfezione, ma ha basi solide". E in quattro anni non c'e' stato alcun disavanzo di bilancio. In primo luogo, prende di petto i consiglieri, "non mi avete detto dove abbiamo chiuso un singolo elementare servizio. Dove la direzione generale, fregandosene di tutti, ne ha chiuso uno". Inoltre su 100 ricoveri di romagnoli, 91 avvengono nelle strutture romagnole. "La piu' alta percentuale della regione. Certi territori non arrivano al 75%". La dotazione organica e' stata aumentata di 800 unita', prosegue, "di cui 300 a Ravenna". Stesso impegno per le stabilizzazioni. E senza dimenticare che "non troviamo piu' i professionisti. Ce li litighiamo quasi vergognosamente". Negli ultimi anni sono stati fatti sette concorsi e sono state esaurite le graduatorie. Sono stati nominati oltre 50 primari, altri 20-25 il prossimo anno". Ancora: "Siamo tra le prime tre aziende per il rispetto tempi di attesa". L'ospedale di Ravenna: e' di livello e le strutture complesse sono passate da 43 a 57. Per cui "non lasciatemi solo. Questa rifondazione va nel senso che chiedete". Anche il direttore sanitario Stefano Busetti ribadisce che non c'e' stato "nessun depauperamento ne' ci sono organici ridotti all'osso. Il ruolo e funzione dell'ospedale Ravenna non e' stato mai messo in discussione". E infatti, se dal 2014 al 2017 i ricoveri sono diminuiti," a Ravenna sono aumentati del 2,8%, dal 2016 al 2017 del 2,5%", 28.000. La selezione per i primari e' "una cosa seria", prosegue: tra 2016 e 2017 ne sono stai nominati 36 e nel 2018 altri 13. Altri sette entro fine anno. Insomma "la copertura di primari avviene a ritmo incessante e senza interruzioni". Di piu'. Nell'area di Ravenna da gennaio 2015 il personale e' passato da 4.787 a 5.060 unita', 273 in piu'. Da gennaio 2017 al 28 settembre sono passati di ruolo con concorsi 178 figure, a cui si aggiungono 67 stabilizzazioni, come prima tranche, oltre il 30% su Ravenna. Chirurgia, conclude, "non e' ai livelli ottimali di perfomance richiesti, ma non e' legato alla programmazione sanitaria". (fonte Dire)

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Un ravennate in Nuova Zelanda: "Guardavano noi italiani con diffidenza, ora il panico è arrivato anche qua"

  • Si cappotta in un campo col camion: portato a Bologna in elicottero, è gravissimo

  • Il cuore grande dei romagnoli: vacanze in campeggio gratis per medici e infermieri

  • Scompare da casa, vasta ricerca delle forze dell'ordine su tutto il territorio

  • Il Coronavirus si porta via un medico: "Una splendida persona sempre disponibile"

  • Coronavirus, rallentano i contagi e crescono i guariti. Ma Ravenna conta un altro morto

Torna su
RavennaToday è in caricamento