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L'Università guarda sempre di più al mare: "Servono corsi d'ingegneria navale"

Tra i contributi dei presenti, da parte dell’ufficiale della Marina Militare Marco Mascellani è giunta anche l’idea di iniziare a Classe un discorso di “archeologia navale antica”

Mercoledì sera si è riunita la Commissione Cultura della circoscrizione Ravenna Sud, organizzata dal responsabile Alan Arrigoni. Hanno partecipato come ospiti l'assessore all'istruzione Ouidad Bakkali, la presidente del Campus di Ravenna dell'Unibo Elena Fabbri, il presidente della Fondazione Flaminia Lanfranco Gualtieri e Fabio Iezzi, coordinatore del dipartimento di logistica dell'Itis Baldini.

L'ordine del giorno verteva sulla valutazione dell'idea, sorta nelle commissioni precedenti, di implementare l'offerta universitaria ravennate sulle tematiche nautiche e marittime in termini d'ingegneria e di Classe come eventuale ospitante di una nuova cittadella degli studenti fuorisede. Dopo una spiegazione dettagliata dell'organizzazione universitaria ravennate, nel merito è stato sottolineato dall'assessore, da Gualtieri e da Fabbri come una serie di iniziative sia già stata messa in campo in sinergia da Comune e Unibo, come il nuovo indirizzo "Logistica, trasporti e sistemi portuali" del corso "Giurista d'impresa" o l'appena inaugurato master in Diritto marittimo, portuale e della logistica.

Resta comunque un dato l'assenza di un corso triennale d'ingegneria navale, navalmeccanica o di scienza e tecnologia della navigazione, che secondo Iezzi e altri presenti, come il presidente della sezione ravennate dell'associazione Atena Baldini, sarebbe fondamentale per una realtà avanzata a livello di cantieristica navale come Ravenna e un'opportunità per i ragazzi che alle superiori stanno studiando logistica o stanno frequentando il corso per diventare Allievi Ufficiali di Coperta, che potrebbero completare il percorso di studi con una laurea a tema. "Inoltre questo tipo di corso si legherebbe perfettamente con più lauree magistrali già attive, come ingegneria dell'offshore - spiega Arrigoni - Attualmente la direzione non è quella, ma tutte le porte vengono lasciate aperte. La riflessione a riguardo non si ferma certo oggi, anzi: la volontà espressa è quella di riunire gli addetti ai lavori e capire se ci sono gli spazi per questo tipo di novità, se la strada è praticabile".

Tra i contributi dei presenti, da parte dell’ufficiale della Marina Militare Marco Mascellani è giunta anche l’idea di iniziare a Classe un discorso di “archeologia navale antica”. Per quanto riguarda l'ipotesi della cittadella degli studenti o campus non frammentato, invece, è stato spiegato come la scelta fatta sia stata un'altra, ovvero utilizzare le strutture del centro storico che sarebbero probabilmente cadute in disuso, come Palazzo Corradini, senza pensare di accentrare in una sola zona. L'incontro ha offerto vari spunti interessanti di riflessione e ha posto una questione importante su cui si continuerà a ragionare.

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