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La casa di riposo "Il Fontanone" diventa a gestione pubblica. Confcooperative: "Azzerata una gestione positiva"

L’Unione della Romagna Faentina, in accordo con i sindacati Cgil, Cisl e Uil, ha deciso di riportare in gestione pubblica diretta il servizio di Casa residenza anziani della struttura il “Fontanone” di Faenza

L’Unione della Romagna Faentina, in accordo con i sindacati Cgil, Cisl e Uil, ha deciso di riportare in gestione pubblica diretta il servizio di Casa residenza anziani della struttura il “Fontanone” di Faenza, “con il duplice obiettivo di realizzare un maggior equilibrio nell’assetto dei servizi accreditati pubblici e privati ed una miglior condizione di equilibrio economico dell’ASP”, lo spiega una nota. Nei giorni scorsi, a conclusione di un confronto, l’Unione della Romagna Faentina e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, congiuntamente alle rispettive categorie dei lavoratori attivi e dei pensionati, hanno sottoscritto un protocollo che fissa obiettivi ed azioni attuative in relazione a tale scelta.

Spiega una nota: “Nel documento condiviso hanno trovato spazio gli obiettivi prioritari di mantenimento del numero e delle caratteristiche dei posti presenti in struttura, di tutela della qualità dei servizi a beneficio dell’utenza e di salvaguardia degli aspetti quantitativi e qualitativi dell’occupazione. In particolare, in relazione agli aspetti occupazionali, sarà promossa e facilitata la più ampia partecipazione del personale attualmente occupato in tutte le fasi di acquisizione delle risorse umane, anche temporanee, necessarie alla gestione del servizio, valorizzandone adeguatamente la specifica esperienza e garantendo la massima continuità occupazionale e salariale”.

“Viene infine auspicato che, all’interno di un sistema di pluralismo equilibrato nella gestione dei servizi accreditati, la compresenza del gestore pubblico e privato possa continuare a contribuire alla crescita continua della qualità dei servizi territoriali, non solo sul piano dei servizi rivolti agli anziani, ma anche su quello dei servizi, esistenti o di nuova individuazione, più in generale rivolti alla persona, nell’ottica di un auspicato obiettivo comune di interesse della collettività e di tutela occupazionale”. 

La protesta di Confcooperative

L'effetto della scelta è che la cooperativa sociale che da anni gestisce la Casa di riposo “Il Fontanone” di Faenza dovrà lasciare la struttura il 31 dicembre 2020. Interviene  Confcooperative Ravenna-Rimini: “Esprimiamo sconcerto  soprattutto in considerazione del fatto che gli attuali gestori hanno sempre fornito un servizio giudicato completamente positivo dal Sindaco, nonché presidente dell’Assemblea dei soci di ASP e del Comitato di Distretto, Giovanni Malpezzi. La scelta di riportare “Il Fontanone” alla gestione pubblica appare del tutto incomprensibile - evidenziano i rappresentanti dell’associazione di rappresentanza cooperativa -. In nome di una non ben chiara necessità di riequilibrio tra i servizi accreditati, si buttano al vento anni di proficua collaborazione tra pubblico e privato. Esperienza che ha saputo dare risposte efficaci ed efficienti e che, da tempo, rappresenta un vero e proprio fiore all’occhiello del sistema di welfare del nostro territorio”.

“Chi prende tali decisioni - prosegue la centrale cooperativa - si assume una grande responsabilità non solo nel merito della gestione del Fontanone ma anche per l’approccio a questi servizi che sempre di più necessitano di un solido equilibrio tra qualità del servizio e spesa pubblica, date le scarse risorse oggi a disposizione degli Enti locali. Questa decisione unilaterale e non obbligata - concludono i rappresentanti di Confcooperative - pone inoltre il problema della continuità lavorativa delle operatrici e degli operatori che prestano servizio alla Casa di riposo. Personale in attività anche da svariati decenni che potrebbe incontrare difficoltà nell’affrontare un concorso pubblico e che corre il rischio di perdere il proprio posto di lavoro compromettendo altresì il rapporto tra operatori e utenti consolidato in tanti anni di relazione”.

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