Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

La chiusura delle poste di Porto Corsini arriva in Parlamento

Il parlamentare della Lega Gianni Tonelli, su sollecito del consigliere comunale del Carroccio Gianfilippo Nicola Rolando, ha depositato un’interpellanza parlamentare

Non si ferma la protesta contro la chiusura dell'ufficio postale di Porto Corsini. Il parlamentare della Lega Gianni Tonelli, su sollecito del consigliere comunale del Carroccio Gianfilippo Nicola Rolando, ha depositato un’interpellanza parlamentare volta all’attenzione del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli, affinché superato questo difficile momento nazionale possa intervenire per tutelare quel territorio di 2650 residenti, isolato dalla città da 15 chilometri e condannato a rimanere escluso dal presidio postale. 

"Mentre secondo l’accordo siglato da Poste Telecomunicazioni era stato comunque garantito il mantenimento degli uffici nei comuni più isolati, di fatto è stata invece decisa la chiusura di uffici in tutto il territorio, tra cui anche quello di Porto Corsini - si legge nell'interpellanza - Ravenna è il secondo comune più esteso d’Italia e ingloba il territorio dei lidi nord che, per densità demografica e distanza dalla città, potrebbe essere paragonato a un vero e proprio piccolo comune. Porto Corsini, paese stanziale, è punto di riferimento per le comunità di Porto Corsini e Marina Romea, che complessivamente contano più di 2650 abitanti residenti ai quali nel periodo estivo vanno aggiunte alcune migliaia di turisti e proprietari di secondo alloggio. Questi paesi vantano alcune decine di stabilimenti balneari, un centinaio di attività commerciali, un attracco crocieristico, un'area sosta camper da 160 posti, un campo sportivo, un maneggio e diverse scuole e farmacie. A Porto Corsini c’è anche la sede regionale della Capitaneria di Porto, che per le proprie attività (vedi ad esempio rilascio patenti nautiche) ha certamente bisogno di un servizio postale. Lungo la strada di accesso a Porto Corsini, via Baiona, ci sono anche decine di aziende, tra cui Centrale Enel, Marcegaglia, Bunge, Cabot, Alma petroli. Inoltre, va evidenziato che nei prossimi 5 anni il territorio vivrà un vero e proprio sconvolgimento positivo grazie ai piani di riqualificazione della area dei lidi nord e il piano per il potenziamento del Porto di Ravenna che ammontano a centinaia di milioni di euro, in gran parte già finanziati, che vedranno l’inizio dei lavori nell’estate 2020 e che, conseguentemente, porteranno in luogo decine di lavoratori che senza dubbio avranno bisogno di tutti i servizi. Invece l’azienda Poste italiane ha deciso che le comunità di Porto Corsini e Marina Romea debbano servirsi dell’ufficio postale di Marina di Ravenna, essendo esso a circa un chilometro distanza aerea, sebbene in mezzo ci sia il canale di entrata del porto marittimo e che per attraversalo si debba utilizzare un traghetto che ha dei costi e tempi (mediamente dai trenta ai quaranta minuti ad attraversata sempre che non ci sia una o più navi in transito in quel caso il tutto si allunga). Inoltre, l’avvio dei lavori del piano portuale prevede lo scavo dei fondali del canale per svariati mesi all’anno in cui il traghetto non funziona, da cui consegue che in tali periodi la distanza dall’ufficio postale indicato si allungherà e sarà di circa 25 chilometri".

"Pertanto, se per ritirare una raccomandata un abitante dovrà sobbarcarsi costi aggiuntivi e perdere alcune ore del suo tempo, tale decisione dunque comporterebbe evidenti disagi e difficoltà per i cittadini della comunità locale, in particolare i più anziani o con più difficoltà a spostarsi - continua il parlamentare - Chiediamo se il Ministro sia a conoscenza dei fatti esposti e quali provvedimenti intenda eventualmente adottare al fine di evitare i notevoli disagi alla popolazione che inevitabilmente comporterebbe la chiusura dell’ufficio postale".

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