Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca

La 'coda lunga' del Covid pesa sul Comune: entrate tributarie ridotte di 4,7 milioni

Inoltre, sempre in gran parte a causa del Covid, si registrano spese aggiuntive per 789.000 euro

La "coda lunga" della pandemia si fa ancora sentire sui conti del Comune di Ravenna. Come spiega infatti l'assessore al Bilancio Valentina Morigi, illustrando giovedì pomeriggio in commissione l'assestamento generale al budget del 2021, le entrate tributarie si sono ridotte di 4,7 milioni di euro, in particolare Imu e Tari, circa 3,7 milioni per gli sconti previsti per le aziende in difficoltà sulla tariffa dei rifiuti. Inoltre, sempre in gran parte a causa del Covid, si registrano spese aggiuntive per 789.000 euro, al netto delle componenti a specifica destinazione e della riduzione del fondo crediti di dubbia esigibilità. Infine le entrate extratributarie sono in calo di altri tre milioni di euro, principalmente per il calo delle sanzioni amministrative.

Palazzo Merlato è creditore per 87 milioni di euro, con una copertura del 75%, per cui la gestione dei residui, dicono i tecnici, è in tenuta nonostante da febbraio 2020 sia stata sospesa la riscossione coattiva. È stata prevista anche una ricalibratura della spesa per gli investimenti per oltre 13 milioni di euro grazie all'applicazione dell'avanzo così da dare risorse vere e ridurre per 15,8 milioni l'esposizione sui mutui. La commissione entra anche nello specifico della Tari e di tariffe e sconti previsti per il 2021: le prime rimangono sostanzialmente invariate rispetto al 2020 per un costo del servizio, Iva compresa, di 28 milioni di euro, in aumento dello 0,7%. Le scontistiche per le aziende e attività maggiormente colpite dagli effetti della pandemia arrivano invece fino al 100%. Con il bilancio e le risorse statali a coprire 3,7 milioni di euro.

Per le famiglie in difficoltà c'è il fondo di restituzione Tari e addizionale Irpef, che nel 2020 ha staccato assegni per 150,000 euro circa, e per quelle a carico dei servizi sociali l'esenzione completa. Infine vengono applicate una serie di modifiche al regolamento sulla tariffa dei rifiuti in base alla nuova normativa nazionale che ha tolto la definizione di rifiuti assimilati. Inoltre i rifiuti industriali rimangono rifiuti speciali e viene prevista per le aziende la possibilità di uscire dal servizio per cinque anni smaltendo i rifiuti in proprio tramite soggetti terzi e pagando così solo la parte fissa della Tari, per ora sono arrivate una cinquantina di richieste da parte delle imprese. (fonte Dire)

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