La denuncia dei consiglieri: "160 filodiffusori abusivi pendenti sulle strade del centro"

Per iniziativa di Alvaro Ancisi, i capigruppo consiliari di Lista per Ravenna, gruppo Alberghini, Lega Nord e Forza Italia hanno deciso di denunciare alcuni fatti che coinvolgono l’amministrazione

Per iniziativa di Alvaro Ancisi, i capigruppo consiliari di Lista per Ravenna, gruppo Alberghini, Lega Nord e Forza Italia hanno deciso di denunciare alcuni fatti che coinvolgono l’amministrazione. "Venerdì scorso - scrivono i consiglieri - una ditta che stava eseguendo lavori di manutenzione in via Cavour all’altezza del civico 71, accorgendosi che un pesante filodiffusore di musica appeso a quel muro se ne era staccato perché deteriorato (sovrastando pericolosamente la testa dei passanti), ne ha informato le autorità. Per rimuoverlo, sono giunti sul posto i Vigili del Fuoco e una pattuglia della Polizia locale. Avendo ricevuto da un centralinista del Comune, alle ore 10.05, la notizia della situazione di pericolo in corso, il vicesindaco Fusignani gli ha risposto, alle 15.00, che “…quell'impianto è di proprietà privata, dal momento che un noto imprenditore del centro storico ha rilevato il medesimo dalla già "Valerio Maioli impianti". Pertanto, qualsiasi altro intervento che dovesse rendersi necessario dovrà essere debitamente assegnato alle responsabilità del privato che lo ha acquisito”. Valerio Maioli, che fu chiamato in campo internazionale “Re della luce”, non badò a spese quando, già in epoca euro, volle “regalare” al centro storico della sua città uno straordinario allestimento di filodiffusione che poi, in periodo natalizio, ne animò pregevolmente, con musica di qualità, le strade. Ponendone la “centrale di diffusione sonora digitale” nei locali del Comune in via Mentana, impiantò in altezza 160 casse acustiche (alias “proiettori cilindrici di suono acustico da 6 W ad ampio spettro, completi di cavi d’interconnessione alla rete di distribuzione dei segnali audio”) in piazza del Popolo e nelle seguenti 19 vie: Cavour, Diaz, Mazzini, Salara e IV Novembre, che da sole ne avevano la metà, e Antica Zecca, Argentario, Cairoli, Cattaneo, Corrado Ricci, De Gasperi, Gordini, Guerrini, Guidone, Matteotti, Mentana, Pasolini, Ponte Marino, Rasponi. Una rete aerea di linee di rame le collegava tutte. Oppressa e travolta da immeritate vicende imprenditoriali, dovute alla crisi economica nazionale del 2008 e ai mancati pagamenti dello Stato, l’azienda Valerio Maioli Impianti fu costretta al fallimento nel 2012 e questi impianti finirono all’asta giudiziaria".

"Concorrendo all’asta giudiziaria, il “noto imprenditore del centro storico” detto dal vicesindaco che ha rilevato l’intero impianto è notoriamente Maurizio Bucci, ai tempi consigliere comunale, che ne entrò in possesso al prezzo di mille euro - puntano il dito i consiglieri - Da allora, esclusa forse la centrale che da sola valeva oltre il 73% di tutta la fornitura, non risulta che gli apparati “aerei” siano mai stati riattivati, ma neanche rimossi a uso privato, tanto meno correttamente mantenuti e curati. Sottoposti perciò a logorio, danneggiamento e putrefazione, sono diventati fonte di rischio per la “sicurezza e pubblica incolumità” e causa di discredito del “decoro urbano”, beni civici che ogni regolamento comunale di polizia urbana degno del nome tutela già dai secoli scorsi. Questa situazione non è certo sconosciuta al Comune di Ravenna, perché l’amministrazione stessa, contraddicendo il suo vicesindaco, si è fatta carico di rimuovere a spese dei cittadini alcuni filodiffusori che incombevano sui sottostanti passaggi di persone e veicoli: esempio noto il caso di via Mentana, proprio sul retro del palazzo comunale, quando la Casa della Plastica segnalò che oscillavano minacciosamente sul selciato dalle mensole delle lanterne pubbliche".

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Ancisi, Alberghini, Ancarani e Gardin, preso atto di tale situazione, hanno anche maturato la convinzione che "tutte queste installazioni private disposte sulla viabilità pubblica, “autorizzate” in qualche modo a suo tempo a titolo precario, ma prive di autorizzazione quando passarono di proprietà, siano a tutt’oggi abusive". Hanno dunque chiamato congiuntamente in causa i soggetti del Comune di Ravenna a cui compete in prima persona porvi rimedio secondo legalità e giustizia: il sindaco, il dirigente della Mobilità e della Viabilità e il Comandante della Polizia locale. Dandone segnalazione anche al responsabile della Trasparenza e dell’Anticorruzione, hanno posto a loro incombenza le seguenti richieste: "Effettuare una ricognizione degli impianti in essere, come individuabili dall’inventario fallimentare allegato; individuare quanti nel frattempo siano stati rimossi ad opera della pubblica amministrazione; verificare complessivamente ogni abusività e/o irregolarità, procedendo con le dovute sanzioni; disporre, ad opera del privato, la rimozione degli impianti in essere, esercitando a suo carico i poteri sostitutivi in caso di inadempimento; porre a carico del privato i costi subiti dalla pubblica amministrazione (anche collaborando con gli eventuali enti diversi dal Comune di Ravenna) per le rimozioni già effettuate dagli stessi; non da ultimo, che fine abbia fatto, legale o no, la “centrale di diffusione sonora digitale presso il Comune di Ravenna: sistema integrato hardware-software per la diffusione automatica dell’audio comprendente: mp3 player per la gestione professionale di brani con creazione di playlist. Lo si deve anche alla memoria di Valerio Maioli".

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