"La famiglia Musca al centro di un vertice criminale economico-finanziario"

Confermato l'arresto di Giuseppe Musca, del figlio e della compagna. Il procuratore capo Mancini: "Faremo di tutto perché rispondano dei reati commessi".

Il procuratore capo Alessandro Mancini

Il procuratore capo Alessandro Mancini, insieme ai sostituti Monica Gargiulo e Lucrezia Ciriello, ha confermato le notizie comparse sui quotidiani locali di marte relative all’inchiesta “Holiday Out”, che nell’aprile scorso aveva portato al sequestro preventivo del Grand Hotel Mattei. Giuseppe Musca, 66 anni, il figlio Nicola, 37, e la compagna Susy Ghiselli, 47 anni, sono stati arrestati ieri notte perché “sussisteva un concreto pericolo di fuga, che unito alla gravità dell’imputazione (bancarotta fraudolenta reiterata, ndr) ha portato la Procura a emettere un decreto di fermo” ha spiegato Mancini.

Musca padre e figlio si trovano nella Casa circondariale di via Port’Aurea a Ravenna, mentre Ghiselli è a Forlì. I tre, secondo le accuse, rappresentavano i vertici di un “centro criminale economico-finanziario molto importante nel contesto ravennate. Faremo di tutto – ha sottolineato Mancini – perché rispondano alla giustizia dei reati commessi”. Ora si è in attesa che il fermo venga convalidato dal giudice per le indagini preliminari. “Per noi questa rappresenta una piccola tappa in un percorso di approfondimento di vicende che da anni hanno luogo a Ravenna” ha commentato Ciriello.

L’INCHIESTA “HOLIDAY OUT” – E’ dell’aprile scorso la notizia della maxi-operazione denominata “Holiday out”, realizzata dalla Guardia di Finanza di Ravenna con ipotesi di reato di bancarotta fraudolenta di due società per 32 milioni di euro. Indagine che ha portato al sequestro del Grand Hotel Mattei e di numerosi appartamenti. Secondo le accuse, Giuseppe Musca, il figlio Nicola e la compagna Susy Ghiselli, mediante sistematiche operazioni di spoliazione di società prossime al fallimento, nonché attraverso operazioni straordinarie di fusioni, scissioni e cessioni di partecipazioni sociali svalutate ad hoc, poste in essere con diverse società operanti nel territorio ravennate, ma spesso con sede a Roma, avrebbero determinato il fallimento delle stesse, con distrazioni di attività per circa 32 milioni di euro.

Un primo filone investigativo si è occupato della società Arca S.r.l., costituita da Musca, che, dopo aver ottenuto due finanziamenti da una banca per 12 milioni di euro e aver costruito un albergo, il Grand Hotel Mattei - 4 stelle superior, ha ceduto le quote e l’amministrazione a dei presunti prestanome senza saldare le fatture dell'avanzamento lavori alle società costruttrici e senza pagare le rate dei mutui ottenuti dalla banca. Infatti le somme erogate per mutuo sarebbero state distratte allo scopo di acquisire altri immobili ad uso alberghiero in altre zone d’Italia tra le quali la Sicilia. Allo stato, la società Arca S.r.l. è stata dichiarata fallita a seguito dell’insolvenza verso diversi creditori, tra i quali la banca e vari professionisti che hanno prestato la loro opera per la realizzazione dell’albergo.

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All’atto del fallimento risulta avere uno stato passivo pari a circa 29 milioni di euro. In un secondo filone investigativo è stato appurato che lo stesso soggetto, insieme al figlio, alla compagna e a un prestanome, è subentrato nell’amministrazione della Romauto S.r.l., società operante a Ravenna nel settore del commercio di autovetture sin dal 1980. Per le accuse la Romauto è stata condotta in fallimento. La stessa società avrebbe acquisito una serie di unità immobiliari, per poi cederle – in base alle ricostruzioni della Finanza - sottocosto a società a lui riconducibili; inoltre lo stesso ha effettuato compravendite di partecipazioni societarie, che venivano sistematicamente svalutate prima di cederle a società sempre ad egli riconducibili. Anche la società Romauto S.r.l. è stata dichiarata fallita con uno stato passivo di circa 3 milioni di euro.
 

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