La petizione: "Sostenere le povertà assolute con gli stipendi dei politici nelle partecipate"

Lista per Ravenna ha lanciato una petizione online al sindaco proponendo di sostenere le povertà assolute con gli stipendi dei politici nelle società partecipate

Lista per Ravenna ha lanciato una petizione online al sindaco proponendo di sostenere le povertà assolute con gli stipendi dei politici nelle società partecipate. Sottoscritta da Nicola Grandi, presidente del consiglio Darsena, da Massimo Fico, segretario della lista civica, nonché da tutti i capigruppo della lista nei consigli territoriali, la petizione, postata in rete da Stefano Donati, capogruppo nel consiglio di Ravenna Centro Urbano, ha già raccolto oltre 100 firme (pervenute all’indirizzo online del sindaco). Particolarità della proposta è di rappresentare un impegno programmatico che Lista per Ravenna chiederà di sottoscrivere alle liste con cui si collegherà alle elezioni comunali del giugno 2021.

"L’iniziativa prende spunto dallo scalpore suscitato in Emilia-Romagna dalla notizia che Hera, società gigante dei servizi pubblici locali, “posseduta” dai 113 Comuni che ne compongono il patto di sindacato, di cui Ravenna è uno dei più importanti, elargisce al suo elevato numero di componenti del consiglio di amministrazione retribuzioni altissime, tra le maggiori in Italia, costantemente in aumento - spiega il capogruppo Alvaro Ancisi - La proposta si colloca però nel fenomeno generale delle società d’impresa partecipate dagli enti pubblici territoriali, i cui organi sociali sono in gran parte composti da nominati per via politica. A questi sono riconosciuti compensi spesso eccessivi, soprattutto se connessi non già a compiti operativi impegnativi, bensì a ruoli di rappresentanza. Qualora queste nomine riguardino persone non chiamate a svolgere attività professionali o tecniche, la cui fonte primaria di reddito deriva perciò da una propria attività di lavoro retribuita, e non essendo loro chiesto di dimostrare, attraverso una procedura concorsuale, competenze e capacità imprenditoriali rispetto ad altri possibili candidati si può dedurne che accettino l’incarico per rendere un servizio onorario alla collettività, non già per incassare un secondo “stipendio”. Le società partecipate dal Comune di Ravenna sono addirittura 20, alcune delle quali hanno generato o partecipano ad altre società".

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Partendo da tali considerazioni, la petizione chiede al sindaco di Ravenna di farsi parte attiva e risolutiva del seguente schema propositivo: "A tutte le persone che il sindaco di Ravenna stesso nominerà, direttamente o indirettamente, con scelta discrezionale politica, nei consigli di amministrazione delle società partecipate dal proprio Comune, andando ad occupare posti di presidente, vice-presidente o consigliere di amministrazione non destinati a ruoli professionali operativi, egli richiederà, come condizione di nomina, che l’80% dei compensi loro spettanti, esclusi i rimborsi spesa, siano automaticamente versati nelle casse comunali; il ricavato andrà ad implementare il fondo a bilancio per l’assistenza economica agli indigenti, intesi come cittadini che ricadano sotto l’indice della povertà assoluta; si chiede anche al sindaco medesimo, essendo in tale veste presidente della Provincia di Ravenna, presidente dell’Unione delle Province d’Italia e membro della Conferenza Stato-città ed autonomie locali, di farsi portavoce benemerito di questa o di simili iniziative nei confronti dell’intero sistema degli enti pubblici territoriali d’Italia, come atto di buona volontà e di partecipazione solidale alle sofferenze che, nella perdurante emergenza economico-sociale conseguente alla pandemia, gravano su larghi strati della comunità nazionale".

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