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La proposta: "Rimborsare i costi del trasporto pubblico scolastico non usufruito"

Il capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi ha chiesto al sindaco Michele de Pascale, con un question time, di attivare un confronto con le società del trasporto pubblico di linea

Il capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi ha chiesto al sindaco Michele de Pascale, con un question time, di attivare un confronto con le società del trasporto pubblico di linea, su autobus o treno, perché, anche con una partecipazione finanziaria del Comune di Ravenna, si possa riconoscere alle famiglie dei ravennati in età minorile che frequentano scuole o centri professionali lontani da casa il rimborso dei pagamenti effettuati per il servizio di cui non abbiano potuto usufruire a causa dell’emergenza Coronavirus.

"Queste forme di trasporto fanno sempre capo a società interamente pubbliche, partecipate direttamente o indirettamente dal Comune di Ravenna: Start Romagna o Tper da un lato, Trenitalia-Tper dall’altro - spiega il consigliere d'opposizione - Il principio per cui, stante l’attuale emergenza sanitaria, “non è giusto che le famiglie paghino le rette anche per i periodi in cui non ricevono il servizio” è stato affermato dal sottoscritto al sindaco, a proposito dei servizi per l’infanzia, in vista della conferenza dei capigruppo avutasi il 3 aprile. Condiviso ed esteso più in generale dal sindaco stesso, ha avuto una prima importante applicazione nell’accordo tra tutte le parti interessate che l’ha applicato ai nidi e alle scuole materne gestiti da soggetti privati, per un costo a carico del bilancio comunale di 424.000 mila euro. Con deliberazione del 5 maggio, la giunta l’ha messo in opera (a conferma di un impegno deliberato già il 10 marzo) per i medesimi servizi comunali e statali, allargandolo coerentemente anche ai servizi ausiliari attivi nelle scuole pubbliche dell’obbligo, quali ristorazione, pre-post scuola e trasporto scolastico. Il tutto a carico del bilancio comunale per 2.879.000 euro, non considerando i costi indiretti, assai superiori, del personale dipendente dal Comune durante la chiusura dei servizi per Coronavirus".

"Per la mancata fruizione del trasporto scolastico erogato dal Comune è stato riconosciuto alle famiglie degli alunni il rimborso del servizio pagato di cui non hanno potuto usufruire, anche sotto forma di bonus da scontare sugli acquisti successivi - conclude Ancisi - Tale servizio è rivolto agli alunni residenti nel forese, in zone non servite dalla linea pubblica. Lo stesso problema riguarda dunque anche le famiglie degli alunni in età minorile che frequentano scuole o centri professionali avvalendosi del trasporto di linea pubblica, su autobus o su treno. Di qui la mia interrogazione al sindaco".

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